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  1. emanuel vendramini Rispondi
    Dal punto di vista accademico sicuramente un bel lavoro. Fossi stato un reviewer però sarei stato poco generoso per i motivi che provo ad elencare di seguito: 1 - non è detto che pur in unione un comune non continui a destinare una quota delle risorse a prescindere da quanto conferito nell'unione; 2 - spendere meno non vuol dire essere più efficienti (in quanto si dovrebbe verificare che la quantità do output rimanesse uguale cosa che l'articolo non prendere in considerazione) 3 - nessuna delle 4 variabili che dovrebbero prendere in considerazione la qualità dei servizi è gestita dai comuni: la dimensione delle classi nelle scuole è gestita dagli uffici scolastici che definiscono gli insegnanti da cui gli alunni in aula (il comune si occupa di manutenzione non di dimensioni delle classi), il fatto che in italia ci sia migrazione verso comuni in funzione della qualità dei servizi pubblici è tutta da dimostrale cosi come il tasso di nascita, per la manutenzione delle strade utile ricordare che solo quelle comunali sono in capo ai comuni che notoriamente giocano sui capitoli di bilancio in quanto questa voce può essere sia spesa corrente che spesa in conto capitale; 4 - il lavoro che è tecnicamente ben fatto ma che evidenzia limitate conoscenze sul management pubblico e forse dimostra che l'unione potrebbe spendere meno ma non riesce a spiegare se la cosa è un bene o solo un modo per prendere gli incentivi pubblici. 5 - negli ultimi 3 anni molte unioni sono saltate? come mai?
  2. Savino Rispondi
    L'Italia dovrebbe avere circa la metà dei Comuni. Non mi si faccia la paranoia storico-geografica. Il problema è che non si possono sostenere servizi decenti ai cittadini al di sotto di una soglia tra i 15 e i 20 mila abitanti. Andrebbero portati avanti i concetti di rete urbana e di città diffusa per l'accorpamento di borghi, campanili e frazioni. Bisognerebbe, per questo, risolvere anzitutto il problema della mobilità, agevolando i trasporti, mentre le nuove tecnologie farebbero il resto. E' la mentalità italica ad essere sbagliata, la logica dei piccoli campanili e degli sgabelli da tutelare che non va bene. Totalmente errata la piega presa di recente con la legge sui piccoli Comuni. C'è molto da crescere su questo argomento.