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  1. Luca Rispondi
    Qui l'unico che parla di reddito da lavoro è Renzi con la sua proposta di salario minimo garantito di 10 euro l'ora. Per il resto gli altri solo sussidi, sussidi e sussidi. Come se una società si dovesse dividere in due parti: chi la pagnotta se la deve andare a guadagnare e chi invece dovrebbe campare di sussidi alle spalle degli altri.
  2. giovanni Rispondi
    Tra tutti questi redditi da paese dei Bengodi manca platealmente il reddito da lavoro. Quello è il vero reddito. Pagare qualcuno per non fare niente oltre che immorale e diseducativo e antieconomico è offensivo dei riguardi dello stesso beneficiario e soprattutto di coloro che invece si smazzano per lavorare e portare il pane a casa. E' sempre la solita storia del pesce e della canna da pesca. Meno male che alla fine i soldi finiscono e non troviamo più nessuno disposto a "prestarceli".
  3. Maurizio Cocucci Rispondi
    Condivido la stima qui illustrata, i dati previsto nel ddl del Movimento 5 Stelle mostrano non poche lacune. Un conto poi è sbagliare di 1 o 2 miliardi di euro (che già molti sarebbero) ma di 15 è davvero inaccettabile. In Germania l'assegno di disoccupazione di lunga durata "Arbeitslosengeld II", meglio conosciuto come Hartz IV, che prevede un importo massimo di 416 euro mensili e le cui caratteristiche sono simili a questo reddito di cittadinanza proposto dal M5S prevede una spesa di 21 mld per quest'anno (fonte Ministero delle Finanze tedesco), pertanto con le dovute proporzioni tra i diversi importi in questione e le - lievi - differenze tra le due misure è del tutto verosmile che la stima nel ddl sia erronea (e di molto!) mentre sia più vicina a quella qui stimata.
  4. Savino Rispondi
    Il welfare non deve essere così a 360 gradi, nemmeno i più grandi socialdemocratici lo hanno pensato così, anche per una questione di dignità della persona quando è un lavoratore, e, soprattutto, nella mentalità collettiva, bisogna entrare nell'ottica per cui il welfare è l'extrema ratio e interviene soltanto quando proprio gli interessati (individui o famiglie) le hanno provate tutte e, nonostante ciò, non ce la fanno e non riuscirebbero a fare diversamente. Invece, mi pare di vedere un insensato panico nella società. Si dice: non lavoro perchè c'è (l'alibi) della crisi e lo Stato mi deve aiutare con il reddito, con la casa e con i servizi. Ci manca solo che lo Stato ti porti anche la colazione a letto. Sei poi esigi tutto ciò impugnando lo smartphone da 600 Euro e tenendo accesa la tua pay-tv in abbonamento, oltre al danno procuri pure la beffa. Tutto ciò mi pare sintomo di una pigrizia collettiva, cavalcata ampiamente dalle forze politiche ribelliste, che nulla ha a che vedere coi problemi dell'economia e del lavoro. Si vedano le differenze tra le proteste di questi giorni in Paesi dove le ristrettezze sono reali, come Tunisia e Iran, e lo sciacallaggio speculativo dei seguaci del signor Di Maio e del signor Salvini.
  5. Giuseppe G B Cattaneo Rispondi
    Il calcolo, molto sofisticato, ma comunque approssimativo, presentato nell'articolo, che riprende le linee di calcolo del c.d. reddito di cittadinanza proposto dal movimento 5 stelle producendo risultanze molto diverse da quelle previste dal M5S è l'esempio di come impostare la lotta alla povertà utilizzando la prova dei mezzi, con le complicazioni che ne conseguono, alla fine si dimostri inconcludente, senza neppure avvicinarsi al principio minimo di uguaglianza, che è quello matematico.
  6. luca stefani Rispondi
    Credo che prima del reddito di cittadinanza o comunque detto, sarebbe più opportuno cercare di redistribuire il lavoro, creando così meno sperequazioni , ad esempio favorendo la riduzione dell' orario di lavoro e in generale del part time. Inoltre sarebbe opportuno che qualunque vantaggio ottenuto da servizi pubblici/ contributi fossero conteggiati come un reddito seppur virtuale ( si pensi alla differenza tra affitto di mercato e affitto in casa " popolare") altrimenti qualcuno continua a usufruire di tutte le agevolazioni, e qualcuno resta sempre escluso . infine non è accettabile che un reddito dato dallo stato sia spendibile senza controllo: as esempio per assurdo un padre alcolista se lo potrebbe bere tutto lasciando la famiglia nelle medesime condizioni di povertà reale.