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  1. Claudio Rispondi
    Sono perplesso sulla correttezza della Tabella 1: l'applicazione del quoziente sembrerebbe ininfluente (o quasi) poiché l'aliquota media risultante da 0 a 3 figli varia poco o nulla.
  2. Riccardo Rispondi
    A me sembra che questi risultati siano dovuti principalmente "alla sostituzione delle detrazioni da lavoro, che in Italia sono decrescenti, con una deduzione proporzionale". Sarebbe interessante simulare uno scenario dove il solo quoziente famigliare viene introdotto - modificando proporzionalmente le aliquote per mantenere invarianza di gettito - ma senza toccare le altre detrazioni. Da quanto sapevo io il problema del quoziente famigliare è il disincentivo al lavoro della persona a reddito più basso nella coppia se ci sono grosse differenze di reddito tra moglie e marito. Mi stupisce invece questo risultato, che sembra suggerire un effetto regressivo tout court del quoziente famigliare.
    • arthemis Rispondi
      sarebbe interessante vedere il risultato della simulazione per i DINK (double income no kids) nei vari scaglioni di reddito complessivo...