logo


  1. Savino Rispondi
    Chissà se passare un intero inverno al freddo per tutta la popolazione possa bastare ad un Presidente di Regione per risparmiarsi certi sproporzionati paragoni storici. Li chiamano nimby ma sembrano bimbi, pur avendo a che fare con cose molto serie e di prospettiva.
  2. Stefano Minardi Rispondi
    Salve, sbaglio ma l'incidente austriaco non rappresenta assolutamente un'emergenza come Calenda dichiara? Non è forse vero che lo stock di gas in Italia è di 15 mld di metri cubi a fronte di 60 di consumo annuo? Perchò continuare a parlare di infrastrutture aggiuntive e non di sviluppo delle rinnovabili? Grazie
    • arthemis Rispondi
      Come spiegato dall'articolo, il gas serve al nostro sistema energetico per rendere possibile la "transizione" verso le rinnovabili (ammesso che si possa tenere in piedi un sistema elettrico con eolico, solare e idroelettrico, e non stiamo parlando di tutto il resto visto che l'elettricità copre meno della metà dei consumi finali): nel medio termine, avremo bisogno di più gas, non di meno. Non penso che avere (quasi) un unico fornitore sia molto furbo, a prescindere dagli stoccaggi...
      • Andrea Rispondi
        "Perchò continuare a parlare di infrastrutture aggiuntive e non di sviluppo delle rinnovabili?": non è solo un discorso di "quanto gas?" ma anche di "quale gas?" e quanto costoso. Anche perché come spiegato c'è un problema di contratti al 2020. "Nel medio termine, avremo bisogno di più gas": non saprei sai, l'obiettivo SEN al 2030 parla di un 55% di rinnovabili elettriche, quindi difficilmente più di 40% di gas (che è la stessa percentuale attuale), e su altri usi come servizi e riscaldamento(che sono il settore in cui il gas viene maggiormente usato) dovremmo investire per ridurre così il consumo di gas (rinnovo edifici, elettrificazione, efficienza impianti), poi c'è la possibilità del biometano che, seppur più costoso, potrebbe compensare il calo della produzione nazionale. Restano trasporti e industria, ma tuttosommato mi pare che con adeguati investimenti potremmo non superare mai il record di importazioni pre-crisi.