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  1. Henri Schmit Rispondi
    Analisi critica interessante. Se "per i non residenti ... l’imposta sui servizi digitali darà luogo a un prelievo dal carattere definitivo, a un’accisa sui ricavi (assimilabile a un dazio) non scomputabile dall’Ires, cui i non residenti non sono di norma assoggettati, né dalle imposte sui redditi dovute nello stato di origine, dato che la web tax italiana sui ricavi non è un’imposta sul reddito e non darà quindi origine a crediti per imposte estere", sarebbe grave, perché "il diverso impatto del tributo nei confronti delle imprese non residenti potrebbe ... non superare il vaglio comunitario che la norma dovrà affrontare." Non sarebbe ipotizzabile qualificarla come prelievo sostitutivo sul reddito consolidato? Si dovrebbe prevedere qualche meccanismo di rimborso a gruppi in perdita.
  2. Michele Rispondi
    Un pasticcio inapplicabile, fonte di contenzioso. E per ottenere cosa? Una modestissima entrata annua di € 114 milioni, nelle previsioni governative sicuramente sovrastimate. Alla fine si capisce bene di cosa si tratta: solo propaganda elettorale, sabbia negli occhi degli elettori unicamente a fini elettorali, per poter dire abbiamo tassato (114 milioni?) le perfide multinazionali. Passate le elezioni si constaterà che così come impostata non se ne può fare nulla e verra dimenticata.