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  1. Henri Schmit Rispondi
    L’articolo è più equilibrato dei soliti appelli alla lotta contro l’ignoranza popolare. Quello che secondo me manca non è la conoscenza (in realtà diffusa) dei rischi degli strumenti finanziari, ma un discorso pubblico impregnato di una robusta cultura eco-finanziaria e di un minimo di onestà intellettuale. I colpevoli non sono i risparmiatori ma gli intermediari, gli esponenti politici, i giornalisti e gli esperti, obiettivamente interessati a far durare la confusione. Basta leggere i giornali e sentire parlare di MiFID, adesso, 10 anni dopo l’entrata in vigore. Tale legislazione doveva rinforzare gli obblighi degli intermediari quali consulenti, quali collocatori di prodotti propri, quindi in conflitto d’interesse, aumentare la trasparenza dei rapporti con la clientela, dei costi dei prodotti e dei potenziali conflitti d’interesse. Altrove ha funzionato. Perché non in Italia? Secondo me la colpa è di una cultura giuridica formalistica che svuota le migliori regole della loro sostanza, agevola i furbi, rovina i deboli e distrugge la fiducia. Se gli intermediari hanno interpretato le regole vigenti nel proprio interesse, la colpa è delle autorità giudiziarie e di vigilanza, principali responsabili della definizione degli standard comportamentali, non dei risparmiatori. La migliore educazione finanziaria è l’esperienza che colpisce l’immaginazione: sentenze che stabiliscono responsabilità chiare. Sentenze chiare suppongo una dottrina chiara. Io vedo soprattutto confusione.
    • Marcello Romagnoli Rispondi
      Forse bisognerebbe anche parlare della mancanza di regole e dell'opacità insita nella finanza non crede? Nell'idea che in cima alla scala dei valori universali ci sia il guadagno, seguito a ruota dal guadagno e buon terzo il guadagno sopra a ogni cosa
      • Henri Schmit Rispondi
        Sono sostanzialmente d'accordo. Bisogna costringere gli intermediari a essere trasparenti e corretti. Come? Le leggi, le regole, esistono già; rinviare alla MIFID 2 è un inganno! Poi c'è l'applicazione delle leggi attraverso i tribunali e la vigilanza - forse non sempre all'altezza, non solo per non aver saputo gestire meglio il problema dei crediti deteriorati, ma per non aver saputo ostacolare e reprimere comportamenti dolosi (non mi riferisco solo al collocamento delle emissioni subordinati; c'è stato ben peggio, nelle sfere più più alte). Spetta alla fine ai governanti (politici, ma anche esperti, giornalisti, opinione pubblica) capire che cosa non va e rimediare. In altre parole non basta sollecitare un comportamento più virtuoso degli intermediari finanziari, bisogna utilizzare i mezzi legali e amministrativi in mano all'autorità pubblica per garantire il risultato. L'eduzione finanziaria è un lavoro di lungo respiro, che per essere credibile deve iniziare DALL'ALTO (quello che ho chiamato il discorso pubblico), mentre la protezione del pubblico risparmio è un obbligo (di risultato!) IMMEDIATO.
  2. Marcello Romagnoli Rispondi
    Personalmente posso dire, senza timore di essere giudicato pretenzioso, di avere una cultura generale alta e una discreta cultura economica che mi sono fatto soprattutto nell'intento di capire cosa sta accadendo in questi ultimi anni. La mia propensione al rischio e bassissima e nasce dalla consapevolezza che il mercato finanziario è assai poco prevedibile per un cittadino che ha normali canali di informazione. Le borse lavorano per percentuali altissime col High-frequency trading che poco si basa sulle valutazioni della solidità di una azienda o sulle sue capacità di innovazione. Le agenzie di rating non sono esempi nè di efficienza (ricordiamoci della tripla A data alla Parmalat nei gg. del suo tracollo) nè di indipendenza. Neppure molta fiducia si può avere nei fondi di investimento viste le frequenti truffe. La finanza appare pertanto più come una rete per la mattanza dei tonni, dove il tonno è il semplice e normale investitore "padre di famiglia". Non è possibile uscire dal gruppo denominato in modo poco educato e rispettoso "parco buoi", neppure se si hanno due lauree in economia. Se non si hanno i mezzi e le linee di informazione giuste, non c'è cultura economica che valga. L'unica sarebbe quella politica che spinga a scegliere forze politiche che vogliano veramente regolare il comparto della finanza.
  3. Savino Rispondi
    Gli Italiani di una certa generazione sanno solo nascondere sotto il materasso il danaro frutto dei guadagni facili del passato per poi farseli truffare, ma fanno i maestri nei confronti dei giovani che, invece, devono fare i conti con la dura realtà contemporanea.
    • Marcello Romagnoli Rispondi
      E' evidente che i vecchi hanno portato una nazione uscita sconfitta e distrutta dalla guerra ad essere la quinta potenza mondiale. Questo è un fatto. La vita è poi dura anche per i vecchi che, le ricordo, sovente aiutano i giovani con la loro pensione. Soffiare su questa presunta guerra tra generazioni è un'attività meschina.
      • Savino Rispondi
        I vecchi del boom economico, purtroppo, non ci sono più e restano uno storico esempio. Oggi, i vecchi sono quelli che ieri hanno fatto lo sciagurato '68 e ne hanno appreso tutto l'egoismo. Come si fa, con i problemi di demografia e del mercato del lavoro di ogg,i a pretendere di rimpinguare solo ed esclusivamente le pensioni per nasconderle sotto il già citato materasso? Come si fa a dire, come ho sentito in un'intervista, che un pensionato con 1700 euro al mese non riesce a campare? Ma cosa dovrebbe dire un ragazzo di 30-40 anni capofamiglia con prole? E' o non è ignoranza questa?
        • Marcello Romagnoli Rispondi
          Quanti sono i pensionati che guadagnano 1700 euro al mese? Secondo me sono una percentuale assai esigua e non sono la media, che invece è molto più bassa. "Il reddito medio più basso è dei pensionati residenti al Sud: 1.151 euro; al Nord si sale a 1.396 euro, mentre al Centro si arriva a 1.418 euro. " Quindi vede che non è un gran prendere. La colpa delle difficoltà dei giovani non sono i pensionati, che spendono e quindi, quando non aiutano i figli, sono un beneficio per l'economia, casomai di una economia legata a una moneta non adatta alla nostra economia che determina ampie fasce di dissocupazione. Molti dei vecchi che hanno fatto il boom economico sono ancora in attività visto che ancora negli anni 90 eravamo una signora economia. Che cosa propone lei la soppressione dei pensionati oltre i 70 anni? Io propongo una migliore distribuzione di quanto prodotto visto che in questi anni l'indice Gini e peggiorato in Italia
          • Savino
            propongo che non si parli in giro più di pensioni fino a quando non si è data soluzione alle vere povertà che oggi investono i giovani che, con soli lavoretti, devono mantenere una famiglia.
  4. Paolo Palazzi Rispondi
    In realtà nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un gioco a somma zero. I cinici direbbero che si tratta di una redistribuzione darwiniana del reddito, fessi contro furbi, incapaci contro capaci. Pensare che governi, che lucrano sulla ingenuità dei giocatori al lotto, abbiano la dignità morale di informare bene i risparmiatori mi sembra difficile!
    • Marcello Romagnoli Rispondi
      Vediamo d'altro canto anche i mercati e i liberisti continuare a mentire sul fatto che i mercati siano i migliori regolatori possibili