logo


  1. Alberto Rispondi
    Se l’età media di coloro che lavorano e contribuiscono ai fondi dell’INPS è sui 30 anni lo capisce chiunque che per qualche decennio contribuiranno a pagare le pensioni altrui e poi ci dovrà pensare qualcun altro alle loro. Ma ad analizzare solo l’aspetto INPS sembra limitativo, primo perché non tutti lavorano (la disoccupazione tra gli stranieri è più alta degli autoctoni e quindi è falsa l’affermazione che gli stranieri fanno i lavori che gli italiani snobbano), poi si tratta di analizzare le altre voci di spesa del bilancio come istruzione (se si investe nella formazione di uno straniero che formato preferisce tornarsene nella sua patria sono, per gli italiani, soldi che non vedranno più o l’impatto sulla formazione in classi con troppi stranieri), la sanità (una banale operazione costa decine di migliaia di €), la stessa INPS erogando sussidi previdenziali agli stranieri ma soprattutto l’insicurezza di cui oramai il Paese è diventato facile preda. Sarebbe poi interessante conoscere quanti stranieri, proprietari d’immobili all’estero, corrispondono l’IVIE. Quindi se prima l’INPS si univa al coro di coloro che gridavano che gli stranieri sono tutti una risorsa che ci pagheranno le pensioni, adesso iniziano a separare il grano dalla zizzania scoprendo l’acqua calda ?
  2. Davide Rispondi
    Un affare per chi? La parola a un esperto, George Borjas: I estimate the current “immigration surplus”—the net increase in the total wealth of the native population—to be about $50 billion annually. But behind that calculation is a much larger shift from one group of Americans to another: The total wealth redistribution from the native losers to the native winners is enormous, roughly a half-trillion dollars a year. Immigrants, too, gain substantially; their total earnings far exceed what their income would have been had they not migrated. When we look at the overall value of immigration, there’s one more complicating factor: Immigrants receive government assistance at higher rates than natives. The higher cost of all the services provided to immigrants and the lower taxes they pay (because they have lower earnings) inevitably implies that on a year-to-year basis immigration creates a fiscal hole of at least $50 billion—a burden that falls on the native population. Una verità assoluta che nessuna fondazione finanziata da George potrà negare.
  3. Andrea Rispondi
    State dicendo che i giovani lavoratori contribuiscono positivamente alla posizione dell'INPS? Peccato che ci siano tantissimi giovani disoccupati italiani, che potrebbe fare lo stesso che fanno gli immigrati, quindi il vantaggio dato all'INPS dall'essere immigrati dove è? Non contiamo poi che gli immigrati giovani di oggi difficilmente andranno via dall'Italia, quindi in futuro la loro pensione peserà sull'INPS esattamente come pesa quella di un giovane italiano. Poi è bello vedere il saldo dell'immigrazione solo per i contributi versati, ma andiamo a vedere quanto invece drenano gli immigrati con assegni familiari, welfare, ecc.