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  1. Flaviano Rispondi
    "E allora perché il tasso di disoccupazione, sebbene si stia gradualmente riducendo, è ancora quasi il doppio del 2008" Non è che magari banalmente sono aumentate le persone che cercano lavoro perché sono cambiate le regole per andare in pensione? Se nel 2008 si andava in pensione a 60 anni e nel 2017 a 67, a spanne ci sono 7 anni da mezzo milione di cittadini (sempre a spanne, su un numero medio di nascite per anno negli anni del boom) in più tra gli "attivi" rispetto a prima? I miei sono solo i "conti della serva". Sarebbero necessari numeri reali per poter studiare il fenomeno, ma non credo che la riforma Fornero abbia inciso poco su questi numeri.
  2. Vincenzo Rispondi
    Sarebbe interessante capire quanto di questo aumento del part time sia riconducibile al fatto che i servizi (dove immagino siano più frequenti queste posizioni) sono andati meglio dell'industria durante la crisi
  3. Salvatore Rispondi
    Risulta chiaro che le statistiche vengono rigirate secondo le necessità politiche, ma è vero che si mangia con le ore lavorate (magari a 5 euro/ora) per cui sono le ore lavorate che contano. Vorrei però evidenziare un fatti che mi lascia molto perplesso e cioè la modalità di ricerca del lavoro (che mi spiega anche perchè c'è un abbandono della ricerca): è mai possibile che un giovane debba girare per innumerevoli agenzie a lasciare il curriculum per poi ricevere via internet sempre le stesse cose tutti i giorni? A mio avviso ci dovrebbe essere una banca dati UNICA e CENTRALIZZATA delle persone in cerca di lavoro dove magari le agenzie facciano da filtro o aiuto ai candidati. Naturalmente per le fasce medio-basse.
  4. jazy quill Rispondi
    Veramente risalgono anche le ore lavorate e le unità di lavoro equivalente e lo fanno con una certa continuità proprio dal 2013 (solo che non sono ancora stati raggiunti i livelli del 2008): fare della statica comparata non ha molto senso a mio avviso, se si guarda la dinamica il MdL sta invece attraversando un trend molto positivo. Tanto è vero che il tasso di partecipazione non è solo rimasto alto, ma è addirittura aumentato e proprio dal 2013: a dimostrazione che la percezione delle dinamiche positive del MdL ha indotto molte persone a fare il loro ingresso su tale mercato (per lo più donne, verosimilmente). Quanto alla precarietà lo strumento del contratto a tutele crescenti unito alla decontribuzione ha dimostrato che è uno strumento valido, basterebbe tararlo opportunamente per favorire alcune categorie di lavoratori/tipologie contrattuali
    • Gabriele Guzzi Rispondi
      Ciao! Infatti noi compariamo anche il trend crescente a cui stiamo assistendo dal 2013. Abbiamo infatti diviso l'intervallo temporale in 2 passaggi (2008-2013 e 2013-2017) proprio per distinguere la fase di crisi (2008-2013) da quella di graduale recupero. un saluto!
  5. ettore falconieri Rispondi
    Le statistische Istat sul lavoro sono di molto perfettibili, primo perchè l'Istat è un ente come altri simili che avrebbe bisogno di una rigirata "manageriale", secondo perchè hanno una componente stimata e non tutti i dati disponibili rispecchiano la realtà
  6. Jacopo Basili Rispondi
    Il rapporto appena uscito dell'Istat sembra affermare esattamente il contrario: http://www.istat.it/it/files/2017/11/Previsioni_nov19.pdf?title=Prospettive+per+l%E2%80%99economia+italiana+-+21%2Fnov%2F2017+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf