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  1. Savino Rispondi
    L'Italia sarà, nei prossimi mesi, il problema per l'intera Eurozona, per l'intera UE, per l'intera finanza globale. I nodi mai risolti del debito pubblico, della spesa pubblica improduttiva, delle banche, della corruzione, della scarsa produttività, verranno ben presto al pettine, assieme al deficit stellare che incrementerà di volume con la campagna elettorale di tutti i competitors che verrà finanziata con promesse fatte, appunto in deficit. L'eliminazione dai mondiali è solo l'inizio dell'apocalisse per l'Italia e con i nostri eterni problemi e le nostre eterne indecisioni rischiamo di infettare l'economia globale, che sembra, tutto sommato, uscita bene da circa 10 anni di crisi.
    • bruno Rispondi
      _ e pertanto dovremmo sentirci forzati ad individuare le migliori soluzioni per affrancarci dallo spread per prima cosa e per un arco di tempo che consenta un metodo ancora più severo di governare le risorse. In tale arco di tempo sarebbe imperativo adoprarsi per migliorare la preparazione scolastica dei nostri figli soprattutto in alcune regioni non trascurando di riammettere quelle fasce di disadattati sociali ad una occupazione legale in un territorio assolutamente più controllato di quello attuale. Mi riferisco anche alla maggior sicurezza delle strutture statali! Forte riduzione delle tasse alle imprese e finanziamenti alla ricerca, unitamente ad un incremento di investimenti in infrastrutture parallelamente ad un accordo su forti aumenti salariali concordati coi sindacati farebbero tornare il sorriso agli italiani che vogliono lavorare e/o studiare per almreno i prossimi 20 anni. Ci vogliono solo un pò di soldi. Noi italiani proprietari di immobili possediamo ca 4000 mlds di euro. Non li stiamo utilizzando affatto oltre allo scopo di abitarci. Io lavoro coi sottostanti, perchè non utilizzare come sottostante il 10% del valore delle nostre case visto che potremmo farlo finanziando 50 mlds di riduzione tasse alle imprese e tutto il resto incluso l'aumento salariale per almeno i primi 10 anni dall'operazione? Grossolanamente, ma non troppo, potremmo sostenere il tutto a condizione di nessuna carità al di fuori del budget previsto e rgore nella verifica dei conti annuali
      • Savino Rispondi
        Il popolo italiano non vuole proprio pagare le tasse (altro che riduzioni!) e ha la propensione patologica all'evasione. Abbiamo, poi, ottantenni proprietari di una moltitudine di appartamenti, che non vogliono pagare IMU o imposte simili, e, d'altro verso, trentenni neo papà che non sanno più dove sbattere la testa per la casa. Il livello di tesoreggiamento sotto il materasso è qualcosa di pazzesco. Sembra che la gente se li voglia portare all'aldilà tutti questi soldi; ciò ha limitato tutto il sistema creditizio, sia per chi chiede che per chi concede prestiti. La cosa più brutta, che mi rende pessimista, è il fatto di dover fare i conti con questa mentalità testarda, in cui la politica politicante sguazza, in un momento storico così critico.
  2. Luca Ba Rispondi
    Articolo troppo generico, si la ripresa c'è sia in Europa che in Italia. Probabilmente non solo per il QE ma anche perché alcune riforme sono state fatte. Però non è una ripresa distribuita ed organica, è assolutamente a macchia di leopardo. Considerando solo la mia regione c'è una palese differenza tra le zone interne che hanno ripreso vigore con le loro industrie esportatrici e quelle sulla costa dove invece la ripresa tarda a venire e solo un buon andamento del turismo ha evitato problemi più gravi. Una crescita che non sia diffusa non può portare a considerazioni ottimistiche anche perché mi sembra che in Italia siamo in alto mare e del tanto che c'è da fare si è fatto solo cose utili nel breve periodo.
  3. bruno puricelli Rispondi
    __ e pertanto dovremmo sentirci forzati ad individuare le migliori soluzioni per affrancarci dallo spread per prima cosa e per un arco di tempo che consenta un metodo ancora più severo di governare le risorse. In tale arco di tempo sarebbe imperativo adoprarsi per migliorare la preparazione scolastica dei nostri figli soprattutto in alcune regioni non trascurando di riammettere quelle fasce di disadattati sociali ad una occupazione legale in un territorio assolutamente più controllato di quello attuale. Mi riferisco anche alla maggior sicurezza delle strutture statali! Forte riduzione delle tasse alle imprese e finanziamenti alla ricerca, unitamente ad un incremento di investimenti in infrastrutture parallelamente ad un accordo su forti aumenti salariali concordati coi sindacati farebbero tornare il sorriso agli italiani che vogliono lavorare e/o studiare per almreno i prossimi 20 anni. Ci vogliono solo un pò di soldi. Noi italiani proprietari di immobili possediamo ca 4000 mlds di euro. Non li stiamo utilizzando affatto oltre allo scopo di abitarci. Io lavoro coi sottostanti, perchè non utilizzare come sottostante il 10% del valore delle nostre case visto che potremmo farlo finanziando 50 mlds di riduzione tasse alle imprese e tutto il resto incluso l'aumento salariale per almeno i primi 10 anni dall'operazione? Grossolanamente, ma non troppo, potremmo sostenere il tutto a condizione di nessuna carità al di fuori del budget previsto e rgore nella verifica dei conti annuali
  4. Michele Rispondi
    Condivido poco l’entusiasmo per la performance europea, proprio per nulla l’ottimismo per i dati italiani. Se davvero il QE è la politica che “più di ogni altro fattore ha aiutato il ritorno alla crescita dell’Europa” allora siamo proprio messi male. Draghi ha sempre ricordato che il QE non è per sempre e che non può sopperire alla mancanza di riforme strutturali. Il Germania cresce grazie al proprio apparato industriale e al milione di profughi accolto da Merkel. In Italia di riforme strutturali fatte bene non ne abbiamo proprio viste. La disuguaglianza è aumentata, ampie fasce della Non si è approfittato della bonanza finanziaria neache per ridurre il debito pubblico. Non per nulla, malgrado la crescita, il gap con l’Europa continua a crescere anche nel 2017. Infine da tenere presente che per il 2018 e 2019 tutte le previsioni mostrano crescite in declino.