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  1. Savino Rispondi
    Non vengono analizzati a dovere dagli economisti nè l'aumento degli pseudo lavori dipendenti, nè l'incremento dei lavoretti.
  2. Francesco Rispondi
    Veramente i negozi di vicinato sono stati spazzati via non certo da Jeff Bezos ma dall'italianissimo connubio - poco trasparente, diciamo così... - tra enti locali e grande distribuzione, una forza contro la quale nessuno può resistere ma solo arrendersi.
  3. Roberto Rispondi
    L'esplosione delle vendite via web da parte di colossi mondiali come AMAZON ed altri manda alla chiusura decine di migliaia di negozi di 'vicinato' in città e paesi. Questo prepara problemi difficilissimi. I negozianti non perdono solo il lavoro, ma anche i SOLDI da loro investiti negli esercizi da cui un tempo ricavavano buonuscite (una forma di TFR per loro) oggi azzerate. Quindi la loro condizione è perfino peggiore di quella dei dipendenti messi a casa.L'Italia si svena per salvare il posto di lavoro a 12.000 lavoratori ALITALIA, ma nessuno fa nulla per questa moltitudine di persone che supera ogni anno di molto il numero di piloti e hostess. Non solo, ma al danno si somma la beffa che le multinazionali padrone del business delle vendite on line non pagano che poche briciole di tasse nel nostro paese col trucco ben collaudato di spostare, tramite fatturazioni interne, gli utili in paesi tipo Irlanda e Lussemburgo, dove le tasse sul utili sono irrisorie. Non capisco perché questo problema non sia all'ordine del giorno con l'urgenza e la drammaticità economica e sociale che si porta dietro. I tassisti con azioni al limite (e anche oltre la legge) hanno quasi fermato UBER, ma i tanti negozianti soli ed isolati come possono controbattere i giganti del web? Capisco che il progresso va in quella direzione ed è inarrestabile, ma almeno si tenti di guidarlo e di incassare le tasse dovute dai colossi con OGNI METODO anche al limite del lecito (proprio come si comportano loro).