logo


  1. Agnese Bertello Rispondi
    In questo articolo firmato da me, Stefania Lattuille e Marianella Sclavi, qualche altra considerazione anche alla luce della nostra esperienza concreta a Camerino http://www.ascoltoattivo.net/blog/
  2. agnese@ascosltoattivo.net Rispondi
    Eppure proprio Errani ha promosso la realizzazione di un progetto strategico di ricostruzione a Camerino attraverso un processo partecipativo a Camerino. Errani lo ha affidato a Mario Cucinella che ha dato vita, con la school of Sustainability, a WSR Camerino. Alla luce dell'ordinanza, ci si domanda che idea di partecipazione avesse in mente. A Camerino però delle cose sono successe davvero. Ascolto Attivo è stata chiamata a collaborare, proprio per coordinare e gestire il coinvolgimento dei cittadini. Abbiamo realizzato 4 laboratori nell'arco di un mese, hanno partecipato tra le 60 e le 150 persone ogni volta, coinvolte in tavoli che hanno lavorato per 2, 3 ore ogni volta. Cittadini ed architetti, insieme, hanno messo a fuoco la visione futura di Camerino. Abbiamo trovato grandissima disponibilità, competenza, voglia di mettersi a disposizione di un processo innovativo di vera partecipazione. Tutto il lavoro fatto, il processo attivato, sono stati descritti ad Errani e allo staff del Commissario, in più occasioni, al festival di Treia: http://symbola.halleymedia.com/live200-FESTIVAL-SOFT-ECONOMY-2017-Intervista-a-Marinella-Sclavi.html. Noi stiamo andando avanti a Camerino secondo questo modo di intendere la partecipazione. Certo, è un vero caso di stravolgimento burocratico, che non ne ha minimamente tenuto conto, come non ha tenuto conto delle altre esperienze che Bobbio cita. http://www.ascoltoattivo.net/progetti/workshop-ricostruzione-camerino/
    • Luigi Bobbio Rispondi
      Cara Agnese di Ascoltoattivo, effettivamente è impressionante il totale distacco tra l'esperienza di Camerino e lo squallido contenuto dell'ordinanza. Evidente la struttura del Commissario Straordinario è completamente fagocita da burocrati formalisti indisponibili ad ascoltare alcunché.
  3. marco schultze Rispondi
    La nomina di un commissario straordinario di estrazione veterocomunista ha prodotto i risultati che si potevano attendere. Speriamo che il suo successore (purtroppo di pari estrazione) non continui la stessa impostazione, ma non c'è da farsi illusioni. Il dirigismo e la convinzione di essere sempre illuminati dal verbo non finiscono mai.
  4. bob Rispondi
    "Tutti ci lamentiamo che l’Italia è soffocata dalla burocrazia.." Dott Bobbio la burocrazia rappresenta in assoluto la prima industria Italiana, la prima industria come numero di dipendenti, l'azienda con il maggior numero di "filiali" sparse per il Paese nessuno si sogna di eliminarla. Conoscendo molto bene quelle zone vorrei dire che la maggior parte delle persone si sono acquistate le case da soli o aiutati da onlus e associazioni private...molto spesso osteggiati proprio dalla burocrazia.
  5. tiberio damiani Rispondi
    "L’abbandono del territorio appenninico progredisce da più di un secolo a seguito di catastrofi naturali e delle evoluzioni sociali e economiche, l’abbandono si localizza ora nelle comunità colpite. Le case nei centri e nella miriade di frazioni e le case sparse, sono luogo di residenza per chi ci vive e lavora stabilmente, sono luogo del rientro periodico per figli e nipoti emigrati, quindi centro storico e frazioni hanno un valore proprio ed affettivo storico per le famiglie, sono un valore ambientale e storico che permette il turismo diffuso, importante integrazione al reddito. La guida nelle chiese delle frazioni di Amatrice come di ognuno degli altri comuni, ne conosce ogni angolo, lei con la sua comunità e le chiese hanno senso lì insieme e sono un patrimonio culturale storico ed umano non ripetibile e non rinunciabile. Prima del sisma si poteva temere di contare in ogni frazione quante famiglie nel giro di dieci anni si sarebbero estinte perché figli e nipoti sarebbero emigrati a fondovalle, dove ancora il lavoro resiste. Ora questo conto rischia di diventare realtà immediata. Il danno psicologico è accentuato dal senso della incertezza determinato dallo sciame sismico intercorso tra agosto e gennaio. La ricostruzione non può fare a meno di una adeguata diffusa e costante partecipazione della popolazione residente che è l'unica in grado di riconosccere il valore dei paesi e del paesaggio." PsichiatriaOggi_annoXXIX_n2_06_DamianiSisma.pdf
    • bob Rispondi
      l' Appennino è tutto spopolato dalla Liguria alla Calabria causa di miopia di scarsa lungimiranza di mancanza progetti di sviluppo e strategie politiche. Non solo, lo spopolamento dell' Appennino ha causato uno squilibrio demografico creando enormi periferie dormitori ( come nel caso di Roma) con scarsa qualità della vita. L' Appennino è una enorme risorsa sia in termini agricoli, di turismo, di produzione di energia pulita risorse oltretutto di qualità ( la mela prodotta in Appennino non ha nulla da vedere qualitativamente con la mela prodotta in Trentino). In Appennino doveva essere applicata la stesse politiche utilizzate in Alto Adige per fare rimanere vive e vegete quelle vallate. Non ho mai capito perchè a mia madre che coltivava gerani sul balcone a 900 mt di altitudine non veniva dato quel contributo che invece per la stessa cosa prendeva la signora di Vipiteno. Tanti masanielli ma nessun statista vero!
  6. Alfonso Raus Rispondi
    Molto condivisibile....grazie anche alla chiarezza che contraddistingue Luigi Bobbio. Sono le osservazioni che sostanzialmente gli sono state fatte in questi mesi a lui e soprattutto al suo staff, anche da parte di alcuni di noi attraverso Cittadinanzattiva onlus. "Se avesse voluto tranquillizzarsi..." come scrive sempre Bobbio, oltre al lavoro importante fatto da Chiara, bastava che avesse preso in esame tutta una serie di altri esempi che gli sono stati fatti, e che riguardavano approcci e metodologie che hanno funzionato o comunque dato ragione della necessità della partecipazione attiva, in contesti analoghi e non solo quanto fatto attraverso la L. R sulla partecipazione, come citato sempre da Bobbio. Per essere ancora più concreti, bastava che avesse assunto e valutato la portata innovatrice e sicuramente molto più pertinente, ad es., di una PROPOSTA di ORDINANZA sulla PARTECIPAZIONE che gli abbiamo proposto come Cittadinanzattiva e con cui abbiamo interagito, appunto, con il suo staff. Testo che parte, ad es., e utilizza anche, criteri rimandabili alla Carta della partecipazione. Per adesso, quindi, una occasione persa e una amara considerazione, che è quella con cui chiude l'articolo Bobbio: "Tutti ci lamentiamo che l’Italia è soffocata dalla burocrazia, ma curiosamente nessuno fa niente perché i nuovi provvedimenti che vengono alla luce non continuino a alimentarla in modo perverso."
    • Luigi Bobbio Rispondi
      Caro Alfonso Raus, non conoscevo la vostra proposta, mi dispiace. Ma è bene che continuiamo a insistere da diverse parti,