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  1. Savino Rispondi
    I sindacati non pensino di barattare modifiche sull'aspettativa di vita con il ringiovanimento nella P.A.(che urge, ma è altra cosa). I sindacati non pensino alle tessere per l'anno prossimo, ma guardino oltre il proprio naso.
  2. Davide Carlo Cappelletti Rispondi
    Per dovere di cronaca sarebbe stato preferibile indicare anche i requisiti di accesso a pensione previsti per i lavoratori che si collocano nel sistema contributivo puro. Una corretta analisi del sistema previdenziale italiano, che vuole realmente fotografare il presente per migliorare il futuro sistema previdenziale italiano, non dovrebbe tralasciare la presenza di regole di accesso a pensione ulteriori e diverse rispetto a quelle indicate nell'articolo.
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Davide, ad oggi chi va in pensione con il contributivo puro rappresenta una quota risibile del totale. Trova i dati nel report dell'Inps citato nell'articolo.
    • Flavio Rispondi
      Caro Davide, ecco qua "Le simulazioni fatte nel Rapporto sullo stato sociale che verrà presentato l’8 giugno alla “Sapienza” evidenziano come nell’assetto attuale determinato anche dalla riforma Fornero, molti lavoratori – gli attuali giovani – per maturare una pensione non necessariamente sufficiente saranno costretti a lavorare anche oltre l’età di pensionamento, che nel frattempo sarà arrivata a 70 anni.". Felice Roberto Pizzuti, rapporto sullo stato sociale 2015.
  3. dario Rispondi
    "Abbiamo superato la Germania da questo punto di vista" secondo me implica un concetto dinamico, diversamente Giannini avrebbe detto una frase come: "siamo sempre stati piu' virtuosi della Germania", Per cui il confronto dovrebbe essere fatto sulle eta' effettive nel 2017, al netto quindi di situazioni sfavorevoli ereditate dal passato. Il fact checking parla di 62.5 (abbondanti) anni per gli uomini italiani nel 2017 (con un incremento di 0,33 anni sul 2016) ma non riporta il valore dell'eta' pensionabile effettiva per gli uomini tedeschi nel 2017. L'unico dato che l'articolo propone e' quello dell'eta' pensionabile effettiva per gli uomini tedeschi aggregata che e' pari a 62.67 anni. In assenza di dati per un confronto puntuale tra Italia e Germania 2017 potrebbe essere ragionevole ipotizzare che il dato tedesco sia sostanzialmente stabile e quindi la differenza tra Italia e Germania sarebbe di circa 0.1 anni nel 2017 a favore della Germania, Considerando poi il trend di crescita delle eta' effettive in Italia (+ 0.33 anni tra 2016 e 2017) mi sembra che l'affermazione di Giannini dovrebbe essere considerata sostanzialmente vera.
  4. matteo vignola Rispondi
    quindi: visto che una volta c'erano i baby pensionati, ora dobbiamo andare in pensione più tardi degli altri per riallineare la media (salvo naturalmente i soliti fortunati che potranno andare in pensione anticipatamente in quanto destinatari di qualche leggina o provvedimento di favore). Anche guardare l'età dei pensionati del 2017 è un errore metodologico significativo: la legge Fornero ha creato uno "scalone" e quindi per qualche anno il numero di pensionati per età legale è ridotto e la componente di "fortunati" (esodati e altri destinatari di provvedimenti di favore) è ovviamente più alta.
    • Savino Rispondi
      Contemporaneamente, uscendo dalla illogicità dei "diritti acquisiti", che, oramai, non regge e non sta nè in cielo nè in terra, ai baby pensionati e a tutti i privilegiati di varia natura, bisogna chiedere (e decurtare) un contributo di solidarietà verso tutte le altre categorie. Poche chiacchiere e zero tentativi di ricorso e di cavilli da parte di chi sta vivendo alle spalle di chi ancora lavora e delle giovani generazioni.
  5. anna Rispondi
    Secondo me non si dovrebbe mettere insieme e conteggiare la pensione di anzianità e quella di vecchiaia, è fuorviante: oggi spesso si gabella per risparmio uno sconto sui contributi, è di nuovo fuorviante, perché invece non si da la possibilità di pagarsi i contributi durante i periodi di non contribuzione? e magari raggiungere più numerosi la pensione di anzianità?? Grazie per l'attenzione.
  6. Savino Rispondi
    Nei Paesi metro di comparazione, nel corso del tempo, in proporzione all'aspettativa di vita, si è sempre andati tardi in pensione. Perciò, quando si fa un dibattito di questo tipo, per onestà intellettuale, bisogna premettere le anomalie, tutte italiane, in materia previdenziale: dalle baby pensioni, al mix anzianità-vecchiaia, al mix INPS-INPDAP ed altri enti, al retributivo, ai fondi speciali e alla situazione di alcune categorie autonome, all'abuso degli scivoli e accompagnamenti quali ammortizzatori sociali, alle pensioni sociali di vecchia generazione, allargando fino alle invalidità e alle reversibilità. Fatto sta che nessun altro Paese tra quelli citati ha dovuto metter mano così drasticamente, negli ultimi 25 anni circa, alla materia previdenzale a causa dell'evidente implosione sui conti pubblici, ripristinando l'ordine logico delle cose, cosi' come hanno giustamente fatto Dini con l'introduzione del contributivo e la Fornero con l'adeguamento all'aspettativa di vita.
  7. Marco Salvi Rispondi
    Potreste aggiungere i dati per la Svizzera, dove vivono diverse centinaia di migliaia di italiani: età legale 65 anni (uomini), 64 (donne). Età effettive (2014): 66,1 anni (u), 64,5 (d). Ecco il link https://view.officeapps.live.com/op/view.aspx?src=http://www.oecd.org/els/emp/Summary_2014_values.xls
  8. GIancarlo Rispondi
    Non sono un economista, ma bisogna ricordare che l'eta piu bassa per l'Italia è dovuta anche ai lavoratori precoci che spesso svolgono attivita usuranti. In un'economia manifatturiera come la nostra la percentuale di lavoratori con attivita usuranti è piu alta rispetto ad economie piu avanzate.
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Giancarlo, non sono in grado di stabilire se altre economie abbiano una differente composizione del mercato del lavoro come lei suggerisce. Ma grazie dello spunto.