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  1. Henri Schmit Rispondi
    IBL ha pubblicato ieri (29-11-2017) un'analisi delle varie proposte di WEB TAX, contestando non solo (giustamente) le tre ipotesi di breve termine (quelle dell'articolo di Il Sole 24 Ore del 22 settembre), ma anche quella di un riparto (del potere di tassare) fra stati all'interno di un concetto nuovo di Common Consolidated Corporate Tax Base e in base a criteri quali gli asset fisici, il personale (due indicatori del permanent establishment) e LE VENDITE. Gli studiosi di IBL contestano quest'ultimo criterio perché "qualora entrasse in vigore, sarebbe di neutralizzare la dimensione fiscale della libertà di stabilimento delle imprese e quindi di ridurre la concorrenza fiscale (societaria) in Europa". Vero, ma non convincente. Conclusione: bisogna superare il concetto della stabile organizzazione includendovi anche il fatturato di vendite effettuate da un altro paese.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Il mio precedente commento era basato sull'articolo de Il Sole 24 Ore di oggi. Dopo aver letto il documento della Commissione deve correggere la mia critica, perché quello il giornale menziona solo le misure d'urgenza proposte da Bruxelles, mentre la soluzione vera a lungo termine preconizzata dall'UE corrisponde a quello scritto nel mio primo commento.
  3. Henri Schmit Rispondi
    Leggo oggi che la Commissione ha pubblicato ieri 21.09.17 un documento ( "L'Unione dovrebbe mettere a punto le proprie soluzioni per tassare i profitti delle imprese nell'economia digitale") con tre proposte alternative per tassare le "attività digitiali" (sic), perché ormai non ci sarebbe più differenza fra beni e servizi (sic). Tutte e tre le soluzioni sono incompatibili con quello che ho scritto ieri. Se gli esperti di almeno dieci governi nazionali e della commissione hanno ragione, la mia analisi non può che essere sbagliata.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Nella trattativa internazionale come per nuove misure fiscali interne occorre distinguere fra tattica (scopo particolare) e logica (nazionale , multilaterale, potenzialmente globale). Meglio non dimenticare la logica, se no si finisce a Bisanzio; forse ci siamo già. Logicamente c’è il reddito, il patrimonio (immobiliare, irrilevante nel caso discusso); e il consumo (lo scontrino) che nell’analisi fiscale del valore aggiunto sta insieme al fatturato (la fattura). Sarebbe assurdo tassare due volte. L’unica soluzione (logica, non tattica) per tassare equamente in un contesto globale sarebbe l’imponibilità del reddito di un fatturato di una certa rilevanza realizzato dallo stesso gruppo su un territorio; raggiunta la soglia di fatturato (o qualche altro parametro, cf. UK), la stabile organizzazione è presunta e il margine imponibile si definisce per difetto in base ai dati consolidati. Serve un accordo OCSE per una nuova definizione del permanent establishment o dell’utile imponibile senza PE. Sarebbe una rivoluzione, ma solo convenzionale. La Diverted Profits Tax è esattamente quello (tassa dei “profits”), ma unilaterale e limitata, anche se l'UK sostiene tatticamente, senza convincere, che non si tratta di un'imposta (sostitutiva) sul reddito.
  5. Savino Rispondi
    Il web non è così free, come ci vogliono far credere. Le connessioni si pagano ed anche l'accesso a qualsiasi servizio (portale di ricerca, social network, applicazione che sia) ha un peso commerciale. Il cittadino-utente ha il diritto di sapere cosa fanno coi suoi dati e come si arricchiscono con essi. Allo stesso modo, se ci sono arricchimenti, gli Stati hanno diritto a riscossioni fiscali relative. Gli Zuckerberg non possono continuare a fare soldi alle spalle di ignari utenti, che non sanno dove la loro privacy più interiore possa andare a finire e che sono considerati vera e propria materia grezza da utilizzare.
  6. Michele Rispondi
    Poiche non si può discriminare chi opera sul web rispetto alle altre imprese, attenzione a non produrre un mostro che poi si debba applicare a qualunque esportazione, cosa molto pericolosa per un paese esportatore come l’Italia
  7. giovanni Rispondi
    Se si vogliono carpire le tasse alle multinazionali occorre toglierle a qualche stato che le riceve. Quindi se lo stato è europeo, questo si opporrà a che gli tolgano questo beneficio e se lo stato sono gli USA allora la cosa diventa più complicata, visto che già si sono lamentati per il superavit ad. es della Germania e andare a litigare con Trump in questo momento non so quanto convenga.