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  1. Silvestro De Falco Rispondi
    Non capisco a che serve riscattare la laurea con il contributivo. Perché mai si dovrebbe versare una somma all'INPS, con una remunerazione - media mobile del PIL a 5 anni - decisamente inferiore a quella dei BTP , per vedersi restituire la stessa sotto forma di rendita, con il rischio anche di perdere il capitale che si potrebbe lasciare agli eredi in caso di morte?
  2. Dario F. Massel Rispondi
    Sono assolutamente d'accordo con Paolo Balduzzi. Sarebbe un'ennesima anomalia nel sistema pensionistico, con dei costi a carico della fiscalità generale. Personalmente ho riscattato 4 anni di laurea, versando all'INPS 14.000,00€ tra il 2005 e il 2010. Con la Riforma Fornero la convenienza di tale riscatto ha perso è decisamente diminuita. Per l'INPS la pensione anticipata decorrerà dal 12/2035, mentre quella di vecchiaia dal 06/2036. Come vedete non vi è particolare convenienza.
  3. Michele Lalla Rispondi
    L'articolo è ben strutturato e equilibrato nella disanima della questione, perciò ieri non ho lasciato alcun commento. Oggi ho pensato di complimentarmi con l'autore, qui non ci sono i "mi piace", e ho letto i commenti: su qualcuno avrei da dire. Mi limito solo a ricordare, a chi ha invocato una specie di cottimo per gli insegnanti, al di là dell'aggressività del "tono" e del contenuto, che il "cottimo" non c'è nella maggioranza dei settori lavorativi. Forse lui è un laureato a cottimo? Lascio all'autore le risposte, ma se si parla di casi personali, potrei dire che io non ho potuto riscattare l'università per oltre 15 anni di lavoro, fino agli anni novanta. Tralascio i dettagli, ma quando ho potuto finalmente inoltrare domanda, non mi hanno chiesto súbito il versamento. A dieci anni dalla domanda, ero in difficoltà economiche, mi hanno chiesto una cifra spropositata. Se si rimane sul generale, allora mi sembra di potere evincere dai commenti che, le opinioni sono tutte dirette, come dire?, a proprio vantaggio, mentre l'autore ha mostrato come si dovrebbe impostare la questione, ragionando in termini di princípi e di equità.
  4. FQ Rispondi
    Condivido in pieno i suoi dubbi. Secondo me un problema importante di iniquità è quello, da lei citato, riguardante chi sta pagando il riscatto della laurea o ha già completato tale pagamento (tutt'altro che esiguo, peraltro), che verrebbe fortemente danneggiato da una norma che arbitrariamente fissasse il diritto al riscatto solo per i nati dopo un certo anno. Per correggere tale iniquità si dovrebbe eliminare il vincolo o immaginare un indennizzo per chi si verrebbe a trovare "danneggiato" due volte: dal regime attuale (che ti obbliga, giustamente, a pagare) e poi da quello proposto, che prevedrebbe un cinico riscatto "gratuito" solo per alcuni. Chi dovrebbe pagarlo, questo "fantomatico" indennizzo? Se non si volesse obbligare i beneficiari della eventuale nuova norma a versare una somma a titolo risarcitorio nei confronti di coloro che hanno già sborsato somme per il riscatto (soluzione a dir poco bislacca, visto che si perora la gratuità di tale riscatto), si dovrebbe rispondere "la collettività". E perché mai? Quando le persone prendono la laurea, non lo fanno certo a beneficio della collettività, ma per loro stessi. In presenza di tutte queste contraddizioni, la soluzione più semplice è quella attuale: vuoi riscattare la laurea? Il riscatto te lo devi pagare. Non si può sempre addossare sulla collettività i costi privati. Cordiali saluti
  5. baba Rispondi
    Il riscatto della laurea fatto tanti anni fa e pagato da me, ha consentito alla società dove lavoravo..... di cacciarmi via 4 anni prima. Negli anni '90 il fenomeno dei prepensionamenti ha consentito all'industria di tirare un sospiro di sollievo, facendo fuori un po' di gente a spese della collettività. E il riscatto ha aiutato molto. Ma il problema era altro : Marchionne docet ! Purtroppo però quell'incapacità del management del tempo è diventata una minaccia che dura da anni e che consente a i vari Boeri usano di dire che il retributivo è ingiusto a differenza del contributivo !
  6. bruno Rispondi
    Giusto! Iniziamo però a pagare le pensioni ai docenti col sistema contributivo e soprattutto a pagare gli stipendi di docenti e ricercatori in base a risultati oggettivi. I docenti (e le facoltà più in generale), andrebbero remunerate in base alla % di alunni che poi trovano lavoro, ed i ricercatori in base alle posizioni internazionali raggiunte con le loro ricerche. Iniziamo a responsabilizzare il sistema formativo, invece di regalare stipendi a chi, con una conoscenza in alto, si ritrova a fare il docente (ma de che?)
  7. francesco rovere Rispondi
    concordo quasi su tutto, ma vorrei evidenziare un paio di punti: - il riscatto della laurea è possibile, al masismo, per la durata legale del corso di studi:vien da sè che buoni o cattivi studenti non ha alcun senso nemmeno oggi; - il pagamento dei contributi può essere spalmato su 10 anni senza interessi: sebbene sia molto oneroso, questao è certamente un'ottimo incentivo; - guardando al passato, la vera iniquità dell'attuale sistema sta nel fatto che molti lavoratori oggi a fine carriera nonchè molti pensionati (penso ai miei genitori) hanno riscattato gli stessi anni con contributi irrisori. E' vero che la fiscalità generale sostiene molta parte dei costi del sistema universitario, ma questa mi pare una considerazione un pò fuori tema a mio avviso. Il fisco incentiva anche con il 19% di detraibilità gli studi universitari, a dirla tutta.
  8. Savino Rispondi
    Manca, anzitutto, in una società gerontocratica ed egoista come la nostra, la volontà di parlare di lavoro dei giovani, anzichè di pensioni.Se in Italia ci fossero politiche attive del lavoro degne di questo nome, i contributi figurativi (per periodi di buco) potrebbero persino partire, per tutti, dal momento dell'iscrizione al centro per l'impiego. Invece, da noi sono i pensionati che continuano a lavorare, mentre ai giovani viene detto di andare a giocare per non dare fastidio e, per il domani, basterà per loro andare dal boss di turno delle raccomandazioni anzichè al centro per l'impiego (fatto o di precari oppure di dipendenti anziani contenti di aver sistemato sè stessi). Finchè si continuerà a riempire di insulti e sberleffi quelle poche mosche bianche che criticano questo sistema bizantino, dicendo che esse "non hanno capito come funziona e come si sta al mondo" la vedo davvero dura.