logo


  1. Henri Schmit Rispondi
    Il problema del bonus 80€ /5,9 miliardi è forse meno il calcolo dell'effetto sui consumi quanto la scelta di un nuovo governo appena insediato, prima di un appuntamento elettorale maggiore, in una congiuntura recessiva con problemi inauditi di debito pubblico e di controllo del deficit, di agire sul consumo, favorendo non i più bisognosi, e nemmeno equamente i beneficiari, invece di intervenire a favore dell'offerta e dell'investimneto (privato), condizione di crescita duratura, di ricavi fiscali, di occupazione, di cosumo e .... di più generosa redistribuzione. Non viceversa. Con gli 80€ il governo dell'epoca ha mostrato la sua vera faccia. I risultati sono davanti agli occhi di tutti. E triste più che 'fake data' la difesa numerica di esponenti vicini a Banca d'Italia. Perché palazzo Koch difende scelte governative (80€, abolizione IMU 1a casa, volatilità causata dalla previsione dell'esito negativo del referendum) durante il periodo più nero del sistema banciario diciamo dai tempi del Banco Ambrosiano. C'è sospetto di connivenza: 'ti appoggio purché non mi chiami a rispondere'.
  2. Io Rispondi
    È un tema ormai consolidato nell'economia comportamentale. È preferibile erogare un bonus sotto forma di buono spesa con scadenza che non possa essere destinato a risparmio. È più complesso da gestire ma di impatto migliore http://www.nber.org/papers/w16246
  3. Umberto Fioravanti Rispondi
    Allora: L'economia si rilancia attraverso l'incremento della domanda individuale o no? Gli 80 euro sono stati una scommessa in questo senso. Su come sia andata basta leggere i commenti in assoluto contrasto. Figurarsi se tutte queste belle analisi fossero state fatte a preventivo! Staremmo ancora discutendo...
  4. Michele Rispondi
    Indipendentemente dagli effetti sui consumi il provvedimento degli 80 euro è tecnicamente sbagliato: i) 650.000 persone hanno dovuto rimborsarlo perche troppo poveri ii) le aliquote marginali tra i 26k e 24k di reddito impazziscono rendendo ancora maggiore la confusione attorno alla progressività dell'Irpef già minata dalle troppo cedolari etc. Alla fine si dimostra unicamente un provvedimento elettorale e a questo scopo sono state piegate tutte le soluzioni tecniche.
  5. Savino Rispondi
    Nel complesso, formule che aiutino i consumi sono positive. Questa, però, è stata una modalità molto particolare per le seguenti ragioni: 1) nasce come riduzione di una parte del cuneo fiscale in quota lavoratori dipendenti, ma è una riduzione d'imposta o un bonus per i consumi?; 2) è un bonus non una tantum, ma non è nemmeno una voce fissa in busta paga, non si sa fino a quando ha validità legale e si procede a strappi alla sua proroga di legge finanziaria in legge finanziaria; 3) è conferito in eccesso per qualcuno (coniugi con due stipendi di circa 1.400 euro percepiscono 80 euro+altre 80 euro, altri coniugi con figli piccoli ma con un solo coniuge che lavora sono penalizzati); 4) non coinvolge le pseudo partite Iva, dove si fatica molto; 5) non si fanno differenze tra single, sposati e conviventi, con o senza prole; 6) nelle forze dell'ordine "80 euro a prescindere dal reddito"; 7) Nel pubblico impiego 85 euro+80 euro? Oppure 85 euro-80 euro=5 euro? E' una scelta sbagliata in entrambi i casi. 8) Chi si trova poco al di sotto dei 1.500 euro al mese, gli 80 Euro sono 50, 40, 30 e via dicendo a scalare. 9) Per i pensionati, secondo me basta e avanza con l'aumento delle 14me (altra mancia). Però, resta il fatto che essi sono esclusi dal provvedimento. Insomma, sembra più il tentativo di mance e mancette pre-elettorali che una politica seria di rilancio dei consumi delle famiglie.