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  1. Henri Schmit Rispondi
    Intervento interessante e coraggioso in questi tempi di xenofobia diffusa. L'istruzione è la chiave dell'integrazione, la naturalizzazione di chi è economicamente e culturalmente (in senso laico, tollerante) integrato è un dovere-diritto. Storicamente la Repubblica Francese (non l'unità dello stato, ma lo spirito repubblicano, l'unità della nazione, della IIIa Repubblica) è stata fondata attraverso la scuola elementare obbligatoria, condizione poi del suffragio universale. Forse bisogna riformare la scuola pubblica, che non deve essere un servizio esterno e formale, ma uno strumento di formazione sostanziale, basato su valori (morali, laici e tolleranti, non neutri) e che trasmette valori.
  2. Aldo Mariconda Rispondi
    Sembra evidente ma in Italia vi è troppa demagogia con la destra e i grillini che sfruttano il flusso eccessivo degli immigrati e la reaziine del cittadino comune. Oltre allo jue soli per i giovani nati qui, occorre veramente un progetto per il loro supporto a scuola, a cominciare dalla lingua, ma anche nelle materie di studio. Altrimenti si favorisce l'emarginazione e abbiamo visto i terroristi nati in Belgio!
  3. Luca Ba Rispondi
    Articolo ben realizzato ma secondo me con un limite, ovvero fa un solo gruppo che comprende tutti i migranti (e loro discendenti) in realtà per la mia, magari modesta, esperienza ci sono grosse differenze tra ne varie nazionalità. Posto che molto dipende da grado d'istruzione dei genitori c'è anche una grossa differenza per esempio tra i cittadini dell'est europeo oppure di alcune nazioni asiatiche e i nordafricani oppure i subsahariani. Senza nessun intento discriminatorio è proprio su questi gruppi che ci dobbiamo concentrare senza disperdere energie con altre nazionalità più portate a far fare percorsi di studio lunghi ai figli.