logo


  1. Henri Schmit Rispondi
    Non penso che sia corretto confondere ai fini fiscali reddito personale con patrimonio, reddito d'impresa e consumo. La progressività come giustizia sociale riguarda solo il reddito (personale). La tassazione patrimoniale (sostanzialmente immobiliare) è e deve rimanere proporzionale (o flat, come dicono i dottrinari liberisti), salvo eventuali franchigie; a più forte ragione l'IVA è proporzionale (nessuno lo contesta, perché la semplicità è un'esigenza dell'operatività) e lo stesso vale per il reddito d'impresa. L'errore della proposta IBL è la flat tax per l'irpef, una provocazione indecente proprio quando il digitale sta cambiando il mondo facendo dipendere il reddito maggiore sempre di più da algoritmi, da artifici, sempre più esclusivi. Bill Gates non ha proposto un'irpef del 75% sui redditi oltre certe soglie, ma una tassazione - presumo flat - dei robot. Ma siamo seri?
  2. Claudio Rispondi
    In ultima analisi mi sembra che tutte le indagini quantitative - come quella dei autori in questa sede - contrastino con il dettato costituzionale dell'art. 53 che, al secondo comma, dice verbatim che "il sistema tributario è informato a criteri di progressività". Mi si potrà obbiettare che già da tempo immemore nessun governo ha rispettato il principio previsto dall'art. 33 che prevede che le scuole private possono operare in Italia, sì, ma "senza oneri per lo Stato". Oppure che da sempre alle donne lavoratrici non viene garantita una retribuzione uguale a quella ai lavoratori, come detta del 1° gennaio 1948 la Costituzione repubblicana. Ma non credo che due comportamenti incostituzionali - e quanti altri ancora? - giustifichino in alcun modo l'adozione di proposte come quella della flat tax che, tra l'altro, avallerebbe - rectius, istituzionalizzerebbe - l'iniquità sociale già vigente in questo Paese.
  3. Ricc Rispondi
    Fatemi capire: stiamo parlando di una proposta che eliminerebbe l'universalità dell'assistenza sanitaria e costringerebbe anche a pagare spese universitarie altissime? Stiamo parlando di una riforma dove chi guadagna 1.000.000 di euro verrebbe tassato di fatto al 25% perchè la progressività si annulla per le persone con redditi alti e altissimi? Faccio fatica a pensare ad una proposta peggiore di questa. Davvero, faccio molta fatica. Riformare l'IRPEF disboscando le centinaia di deduzioni e detrazioni? Senza ombra di dubbio. Ma qua si va molto oltre. Si smantella lo stato sociale e si premiano le persone a redditi alti e altissimi. Cordialmente Riccardo
  4. Paolo Forin Rispondi
    Personalmente ricado nella fascia dei nuclei familiari con due figli e 100.000 euro di imponibile irpef. Pagando l'Università il risparmio della tabella 1, che si guarda bene dal calcolarne i costi, è già tutto speso, anzi, dovrei aggiungerne. Questo per dire che l'articolo e la sua tabella sembrano impostati più per avvalorare le tesi dell'autore che darne conferma tramite l'analisi dei dati. Sembra lo schema di una puntata di Report! In ogni caso la flat tax mi sta bene sempre, anche se, dai miei conti, dovessi andare in perdita.
  5. Alberto Rispondi
    Dovremmo discutere più a fondo gli effetti dell'esenzione dall'imposta per la sanità oltre una certa soglia. Quali sarebbero le conseguenze sulla sanità pubblica se fosse tendenzialmente riservata ai meno abbienti?
  6. Savino Rispondi
    La flat tax impoverirà ancora di più il ceto medio-basso, soprattutto quello dei cedolini paga. Chi ha delle proprietà e vive con le rendite è ora che la finisca col dichiararsi povero, perchè offende le persone che la crisi ha messo davvero in difficoltà. Bisogna reintrodurre con urgenza l'IMU per tutti gli immobili, recuperare le evasioni impressionanti di alcune categorie di imprenditori e professionisti, introdurre da subito prelievi una tantum per chi ha consistenti patrimoni e pensare, per il futuro, ad un'intera imposizione fiscale basata sul flusso del patrimonio anzichè sul reddito che una persona produce.
    • Mariano cirino Rispondi
      Sono assolutamente d'accordo. Bisogna trovare l'unità di misura della ricchezza, che quasi mai, per il tipo di società in cui viviamo, coincide con lo stipendio, che ne rappresenta solo una parte. Se non si fa questa rivoluzione copernicana, qualsiasi riforma del fisco sarà ingiusta. Sbaglio?
      • Savino Rispondi
        Corretta interpretazione. Aggiungo che a chi non vuole utilizzare il codice fiscale come contribuente deve essere negato l'utilizzo dello stesso codice come tessera sanitaria
    • Pasquale Rispondi
      Perfettamente d'accordo. Basta con le denunce demagogiche riguardo la pressione fiscale alta. Il problema italiano é la disuguaglianza sociale crescente, favorita da un sistema fiscale regressivo, che colpisce I lavoratori dipendenti