logo


  1. Alessandro Pescari Rispondi
    Premetto che vado controcorrente rispetto a chi ha pubblicato i commenti fin'ora. Sfugge a costoro che soltanto il reddito da lavoro e assimilati (pensione) è rimasto imbrigliato nell'Irpef attuale. Occorre prendere atto degli intervenuti cambiamenti epocali e provare con una visione scevra da pregiudizi di sorta (cfr. F.De Benedetti, Sole 24 Ore del 12/7/2017) a liberare il lavoro da una tassazione iniqua se non vessatoria (anche su questo cfr. D.Stevanato, sulle medesime colonne). Quanto meno rendiamo opzionale la tassazione sul lavoro come per l'Iri (24% - legge di Bilancio 2017).
  2. Salvatore Iannazzo Rispondi
    Io devo essere rimasto indietro: come si fa ad istituire una flat tax quando un articolo della Costituzione, il 53, stabilisce che "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività". Che sia stato abolito senza che io me ne rendessi conto?
  3. Nicola Rispondi
    E' notizia del giorno che in Italia l'1% della popolazione detiene circa il 20% della ricchezza. E circa 9 milioni di persone sono in stato di povertà. Sovente chi propone la flat tax parte dal presupposto della sua evasione (vera) per postulare che un'aliquota ridotta ridurrebbe contestualmente l'evasione. Ipotesi che al più interesserebbe una fascia marginale di evasori. Indiscutibile è che l'aumento dell'iva ha effetti regressivi. Come pure la riduzione del welfare dovuto alle minori entrate. Dopo l'esperimento di Reagan, in un contesto assai diverso, è francamente bizzarro sentire qualcuno tirare Laffer nuovamente fuori dal cappello. Magari in Svezia un esperimento del genere potrebbe essere tentato, ma in Italia significa distruggere quel poco che tiene insieme più di 40 milioni di persone che "sopravvivono" con stipendi e pensioni. Fortunatamente c'è l'articolo 53... anche se in caso di referendum basterebbe dire al cittadino medio italiano che si abbassano le tasse, tanto il ragionamento sulle conseguenze gli sarebbe indigeribile.
  4. P.PIERANGELINI Rispondi
    ancora con queste proposte indecenti, oltre che incostituzionale non è sostenibile e poi mi ricorda tanto il famoso trickle down che poi non si verifica mai in pratica , abbiamo grossi problemi di elusione ed evasione, forse per questo le tasse per chi le paga sono troppo alte
  5. Henri Schmit Rispondi
    Nel 1980, anno di elezione di Ronald Reagan, si discuteva già di flat tax , addiruttura all'università a Parigi. Nel frattempo anche i riformatori neo-liberali più radicali si sono accorti che l'idea è eccessiva. E nel frattempo le disuguaglianze sono cresciute come mai prima in così poco tempo. Riproporre ora la flat tax sembra una provocazione. L'unico merito è di ricordare a tutti che bisogna partire da un piano di riforma se possibile onnicomprensivo, invece di proporre riformette che domani chiedono altre correzioni e rendono tutto sempre più bizantino, incontrollabilee ingiusto. Negli ultimi 30 anni non ho visto in questo paese alcun progetto, solo ritocchi. Ultimo: non vedo nella soluzione IBL una tassa sulle successioni, sarà flat o abolita?
  6. Massimo Matteoli Rispondi
    Chiunque con il livello attuale di debito pubblico proponga una riduzione sostanziale e strutturale della pressione fiscale è un matto o un pericoloso demagogo. Potrà non piacere, ma questa è la dura ma vera legge dei fatti.
    • bob Rispondi
      sono d'accordo ma Lei crede che questo livello di tassazione possa essere sopportato? Io credo di no. Inoltre non solo sarebbe da rivedere il peso delle tasse, ma soprattutto la burocrazia soffocante e inutile che crea danni maggiori della stessa tassazione, ma le pare possibile che un pensionato deve andare dal CAF o dal commercialista per dirne una?
  7. Michele Lalla Rispondi
    Un problema a monte, non sottolineato abbastanza, concerne l'ignoranza (nel senso che ignorano) dei ricercatori dell'Istituto Bruno Leoni, che sono quanto meno scriteriati: la proposta è anticostituzionale, perché viola il principio di progressività delle imposte, il quale richiede almeno tre aliquote e in modo che siano piú che proporzionali. Queste uscite bizzarre gettano solo discredito sull'Istituto, perché si sono mossi piú per narcisismo mediatico o, peggio, per rincorrere le proposte balzane della lega. Sugli altri aspetti o dettagli tecnici si può pure discutere, partendo almeno da tre aliquote. L'aumento dell'IVA, poi, serve solo per fare pagare ai poveri le spese che servono maggiormente, in definitiva, ai ricchi, come le infrastrutture, la scuola, la polizia, eccetera. Mi fermo qui per fermare il furore necessario, in questo caso.
    • Nicola Rispondi
      in realtà la progressività si può realizzare con più metodologie: per scaglioni (com'è adesso), con detrazioni ed aliquota unica; per classi, ovvero fino a 10000 il 2%, fino a 20.000 il 3% ecc. che la proposta sia bizzarra e getti discredito sul proponente (soprattutto se viene pagato per fare l'analista e non il "portatore di felpa") è evidente, ed il successo fra i leghisti ne conferma la limitata bontà.