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  1. Enrico C. Rispondi
    Grazie per questo interessante articolo e per l'impegno nel rispondere ai lettori
  2. Intellettuale post verità Rispondi
    Il feticismo del fact-checking va di moda tra gli economisti che sbagliano le predizioni e poi vogliono avere ragione comunque. Il metodo è standard: si decide prima le conclusioni, poi si cerca prove a supporto e si ignora quelle contro. Se nelle scienze naturali si facesse così, non andrebbero da nessuna parte. Nelle scienze sociali si può, perchè tanto se il paese salta si può sempre trovare un capro espiatorio. Ma la credibilità delle scienze sociali ne risente; sì, l'economia è scienza sociale.
    • Amegighi Rispondi
      Come scienziato potrei convenire sulla valutazione della "scientificità" o meno dell'Economia. Direi che potremmo cadere in un tema su cui centinaia di valenti cultori della Scienza e dell'Economia hanno dibattuto e dibattono tuttora con argomentazioni e capacità intellettuali ben superiori sicuramente alla mia (per la sua lascio a Lei il giudizio). Ma il fat checking si basa sui fatti e fatti sono che la vomitossina è una muffa che contamina il grano e che il glicofosfate è invece una sostanza che viene intenzionalmente data. In entrambi i casi ci sono delle regole che vanno rispettate. Il fatto che non vengano rispettate non mi sembra possa risolversi con la denuncia del Trattato, ma con la denuncia e punizione di chi non rispetta queste regole che vanno applicate. Quanto agli Ig indicati, confesso che trovo alquanto "strano" l'Ig "Veneto del Grappa". Sono aduso andare da quelle parti a camminare per sentieri, e francamente non ho mai visto nè olivi (presenti invece nei Colli Berici ed Euganei, e in Valpolicella) nè tantomeno maiali (lardo ?). Di cosa si tratta? Di un altro regalino del Supergovernatore Zaia agli agricoltori trevigiani, dopo il Prosecco DOC che ora viene prodotto perfino a Belluno e Portogruaro ? Francamente anche questi Ig, meriterebbero un fact checking.
  3. Farside66 Rispondi
    Detto col massimo rispetto per gli autori, alla larga dal fact-checking! Trovo ingannevolissimi questi tentativi di far passare sub specie di controlli fattuali dei normali articoli con cui si può essere o meno d'accordo. Di spacciare, detto in paroloni, per assiologie quelle che sono ideologie. Si vuole essere "oggettivi"? si chiarisca cos'è la vomitossina e basta. Già dal titolo invece si capisce la posizione degli autori. Ed è una posizione talmente ideologica da non accorgersi del ridicolo che c'è nell'affermare "al momento non sappiamo se arriverà grano col glifosato": dopo 8 anni che se ne parla! Ma non bastava "Per farsi un’opinione personale e imparziale [...] leggere direttamente il testo dell’accordo"? O forse 1600 pagine (non la versione parziale da voi linkata) sono troppe e troppo complesse anche per chi si occupa professionalmente dell'argomento?
  4. Umberto Rispondi
    Tentativo apprezzabile di valutare "scientificamente" una serie di affermazioni. Tentativo inutile di "salvaguardare" il cittadino... Anche senza CETA ... Se in Alto Adige non esiste un maiale...da dove arriva la materia prima dello speck ? Come potrei essere certo che quel maiale, allevato chissà dove non ha mangiato farine di grano canadese ad alto tasso di vomitossina ? La vomitossina ha effetti deleteri sul consumatore di speck ? Ecc...ecc...ecc... C'è un solo dato scientifico. Il cibo fa male. Mangiare il minimo indispensabile. Variare in modo ragionevole la dieta per diluire i rischi... Investire il tempo dedicato al fact checking sugli alimenti, in modo più produttivo, inventando meccanismi che permettano al consumatore un controllo più incisivo di ciò che può incidere sul suo benessere.
    • arthemis Rispondi
      forse chi produce speck è il primo interessato a utilizzare buona carne di maiale e fa i controlli necessari? Attenzione a voler spostare l'attenzione sulla nazionalità delle materie prime (come se italiano=ottimo per definizione), molte eccellenze che esportiamo, e mangiamo noi stessi, sono prodotto di "esperienza" e buona tecnologia alimentare, è questo che bisogna difendere.
  5. Loredana Bergo Rispondi
    Ottimo articolo, ottima informazione. E' sempre un piacere leggervi e una garanzia che esiste ancora un controllo puntiglioso, competente e di buona lettura. Grazie
  6. liliana Rispondi
    sicuramente Salvini ha detto cose inesatte, per scopi elettorali?E' un'illazione, o tutti hanno scopi elettorali....però io sono contenta che gli accordi non passino, che i nostri prodotti, proprio perchè eccellenti,siano fuori dalla logica dei trattati commerciali.....
    • arthemis Rispondi
      @ liliana: non è chiaro come le nostre "eccellenze" potrebbero essere commercializzate al di fuori di accordi commerciali.... preferisci che i canadesi continuino a comprare parmesan con la bandierina italiana che di italiano non ha nulla?
  7. Pietro Pasut Rispondi
    Le regole nazionali rispettate:un modesto passo avanti commerciale con qualche rischio!!!
  8. Luigi Vavassori Rispondi
    Scusate ma pur essendo degli esperti fate affermazioni che mi sembrano poco "scientifiche" e non corrette. Dire che è meglio un accordo che Nessun Accordo è proprio una affermazione che non ha nessuna validità perché non è sostenuta da nessuna argomentazione fattuale ! Affermare che gli scambi miglioreranno è un altra affermazione generica senza nessuna argomentazione concreta. Dire che 41 IGP protette sono pari al 28% di quelle riconosciute è una affermazione "scorretta" perché bisognerebbe dire che 41 su 291 sono Solo il 14% delle nostre IGP !! Infine che dire che le controversie tra uno Stato ed una multinazionale dovranno essere giudicate da una "giuria indipendente" ?? Ovvero che lo Stato Italiano rinunci alle sue leggi ed alla sua Sovranità per favorire una multinazionale mi sembra proprio un OBBROBRIO LEGALE !! Ma vi siete domandati a chi conviene questo trattato ?? Non certamente ai cittadini italiani ma solo alle grandi "Corporation"
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Luigi, l'ISDS è un argomento che non viene trattato nel fact-checking ma ci tengo a risponderle sul punto: i tribunali internazionali sono uno strumento che è già stato più volte applicato nel caso di precedenti accordi internazionali. Nulla di nuovo rispetto a quanto è già uso nel commercio internazionale. Riguardo al volume di scambi, esistono diversi paper scientifici che mostrano la tendenza ad aumentare grazie all'accordo CETA.
      • Luigi Vavassori Rispondi
        Gentile Lorenzo, rispondo solo oggi perché ero fuori. Il fatto che tribunali internazionali (riconosciuti da chi?) esistano non significa che sono la soluzione "migliore". Se delle attività economiche impattano/avvengono sul nostro territorio non vedo perché non si debba usare la nostra legislazione ed i nostri tribunali anziché quelli internazionali. Sono forse i nostri tribunali "figli di un dio minore" o meno autorevoli di quelli internazionali ?? Il fatto che ci siano dei "paper scientifici" che affermano che ci sarà una tendenza ad aumentare il commercio è sempre una simulazione e non fatti ! Un accordo puo' essere valido se è conveniente per tutti i cittadini e non solo ad alcune multinazionali come mi sembra in questo caso. Infine se si riconosce solo il 14% dei nostri IGP (e non il 28%) qual è il vantaggio per i prodotti italiani ??
  9. Francesco Rotondo Rispondi
    Buongiorno, leggo sempre con interesse i vostri articoli e trovo particolarmente utili questi sul fact cheking. Vi chiedo a questo punto, giusto per curiosità, ma avete girato queste righe alla segreteria della lega Nord, perché questo populismo becero è stretto parente di ignoranza e disinformazione. Continuate così!
    • Alberto P. Rispondi
      "Il Canada ha infatti accettato di tutelare 143 indicazioni geografiche europee (Ig), ossia beni alimentari tipici provenienti da determinate città o regioni europee. Quarantuno di questi prodotti sono italiani, più del 28 per cento del totale". 41 su 143 = 28.7%