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  1. MARCO TRABUCCHI Rispondi
    Ricordando che la sanità é responsabilità regionale, io farei un passo in più: i cittadini delle provincie italiane hanno tutti gli stessi diritti? Se no perché? Come influisce il censo nelle varie provincie? Perché c'é la migrazione sanitaria? Forse la modifica costituzionale proposta dal PD in dicembre voleva sanare alcuni di questi problemi riportando la sanità alle dipendenze del governo centrale.
  2. Domenico gallo Rispondi
    Questi dati smentiscono l'idea che al sud si vive meglio che al centro nord
  3. bob Rispondi
    Biada al popolino...nulla piú
  4. Savino Rispondi
    E' a due velocità anche il welfare. Al sud in estate sono tutti forestali e in inverno hanno tutti il sussidio di disoccupazione. Al nord c'è chi si dà fuoco negli uffici INPS
  5. Aldo Rosano Rispondi
    Nell’articolo viene proposto un indicatore che in demografia non trova alcun riscontro: l’età media di morte. Gli autori non descrivono nel dettaglio come sarebbe calcolato questo indicatore, che dovrebbe offrire “una maggiore capacità descrittiva” e invece mostra dei risultati veramente paradossali. La provincia dell’Ogliastra, nota alle cronache a ai demografi come terra dei centenari, sarebbe quella che mostrerebbe il parametro di “età media alla morte” più basso d’Italia! Temo che ci siano davvero dei gravi problemi metodologici in questo contributo. Tra i collaboratori de ”La voce” c’è un valente demografo come Alessandro Rosina, sarebbe interessante leggere un suo parere in merito.
  6. Cesare Cislaghi Rispondi
    Quando si danno valori di analisi quantitative sarebbe sempre opportuno fornire qualche indicazione in più sui metodi utilizzati. Sarebbe necessario infatti sapere in questo caso come è stata calcolata l'età media alla morte. Se questa fosse semplicemente la media semplice di tutte le età dei decediti, allora, come curiosamente anche notano gli autori, questa fornirebbe una indicazione dell'anzianità delle popolazioni più che del rischio di mortalità prematura. Dove ci sono più vecchi (Liguria, Toscana, ecc.) è evidente che la media semplice delle età alla morte è superiore di dove ci sono più giovani (Campania, Calabria, ecc.). Mi auguro che gli autori non siano incorsi in questo grossolano equivoco ed invece abbiano opportunamente corretto per la struttura demografica delle Regioni. Gradirei una loro nota al proposito.
    • domenico marino Rispondi
      La relazione fra età media alla morte e anzianità della popolazione è stata già messa in evidenza nel testo. Non a caso consideriamo i decili e i quartili di popolazione. E' arduo spiegare le rilevanti differenze territoriali all'interno del primo quartile solo in termini di maggiore anzianità della popolazione. Per capire le ragioni di questi differenziali, stiamo costruendo un modello econometrico che mette in relazione le cause di morte, le caratteristiche sociali, demografiche e ed economiche della popolazione, l'accessibilità territoriale e la dotazione di servizi sanitari. I dati delle regressioni ci dicono che la relazione fra età media alla morte e struttura demografica della popolazione non è significativa, mentre è significativa la relazione fra età media alla morte e indice di mortalità fra 20-34 anni per malattie oncologiche e fra età media alla morte e dotazione di servizi socioassistenziali. Ho tentato in poche righe di rispondere alla sua domanda, tralasciando molti altri aspetti parimenti importanti.Sarei lieto di continuare questo dialogo che, a mio avviso, non può che essere costruttivo
    • domenico marino Rispondi
      La dipendenza dell'età media di morte dall'anzianità della popolazione è stata messa in evidenza all'interno dell'articolo. Tuttavia i differenziali che risultano dall'analisi del primo quartile della popolazione (quelli che muoiono più giovani, verosimilmente per patologie acute) sono difficilmente spiegabili solamente con considerazioni legate alla demografia. Nei modelli regressivi che abbiamo stimato usando come variabile dipendente l'età media alla morte, emerge costantemente la non significatività della struttura demografica della popolazione nella speigazione dei differenziali territoriali, mentre risultano significative la qualità dei servizi socio-sanitari e l'incidenza nella fascia 20-34 anni delle patologie tumorali.
    • Domenico gallo Rispondi
      Non capisco l'osservazione. L'età media di morte ancgevse fosse la media semplice da un'idea della prematura o meno morte delle persone. Anche nelle regioni dove ci sono più giovani