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  1. Marco Di Marco Rispondi
    L'Istat in realtà ha spiegato chiaramente che il bonus da 80 euro va a beneficio non soltanto di una parte dei poveri, ma anche (e in misura consistente) delle famiglie con redditi medio-alti e alti. La riduzione della disuguaglianza complessiva è quindi dovuta soprattutto alla riduzione delle differenze di reddito fra i più ricchi e le famiglie del ceto medio, senza escludere una parte di quelle meno abbienti.
  2. Antonio Triola Rispondi
    Concordo al 100% con il commento di Henri Schmit, al quale poco o nulla è consentito aggiungere. Per la proposta dei 5 Stelle, il calcolo mi sembra alquanto approssimativo e probabilmente sottostimato. Distinguiamo i fatti dalle opinioni, specie quando sono interessate e sbagliate.
  3. Henri Schmit Rispondi
    Ottima analisi che termina purtroppo con conclusioni troppo gattopardate. La differenza teorica netta fra dati e modelli, è poco rilevante. Qua si tratta di distinguere fra misure fiscali razionali, strutturali, che possano durare nel tempo, a favore delle fasce più deboli definite in qualche modo, e misure mirate a clientele elettorali, che agiscono più sull'immaginazione che non sulla situazione effettiva dei più deboli. I dati crudi sono solo un primo aspetto del fact-ckecking, il secondo è la verifica dei concetti che dietro dati veri possono celare messaggi fuorvianti, e infine il giudizio complessivo, l'elemento più difficile e più importante della verifica. Il trionfalismo della Boschi è pessima propaganda che occulta la verità dei fatti nel loro insieme.
  4. Emilio Roncoroni Rispondi
    Ottimo lavoro, molto corretto l'approccio della rendicontazione che tuttavia richiede una buona dose di tecnicismo. Una piccola osservazione al vostro ottimo articolo: affermare che 14,9 md € sia una cifra quasi vicina a 10,7 md € mi pare un po eccessivo. Auguri e continuate a "contare"