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  1. Marco Spampinato Rispondi
    A prescindere dal fatto che convenga o meno al governo aggiungere un indicatore ("pulito" in questo caso), il gap tra partecipazione al mercato del lavoro e tasso di disoccupazione sembra mostrare una diversità di struttura economica tra Italia e altri paesi mediterranei, come Spagna e Grecia. Mi chiedo quanta parte di quel gap possa essere attribuita ad una maggiore entità e ad una diversa natura dei divari regionali interni. In altre parole, quanto di quel gap è dovuto alla diversità strutturale del Sud rispetto al Nord. Nessuna obiezione ai suoi argomenti, incluso quello che la struttura dell'occupazione sia più informativa di ciò che c'è e di ciò che manca. Ad esempio, se potenziali "high skilled workers" del Sud non hanno alcuna opportunità, perchè la struttura occupazionale della propria macroregione segnala assenza di posizioni lavorative del tipo ricercato nel "luogo d'elezione", questo cluster di lavoratori potenziali potrebbe impiegare un certo tempo (anni) per capire che la strada migliore per usare la propria formazione è l'emigrazione. Quel tempo, nè riconosciuto come inevitabile nè finanziato - se non con risorse familiari -, non indicherebbe una preferenza per cercare lavoro via relazioni personali/familiari, ma completa assenza di categorie di lavoro per le quali il potenziale umano è stato formato. Questo problema non è di aggiustamento salariale, forma contrattuale, incentivi economici; ma prima di tutto di natura cognitiva, affettiva e motivazionale.