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  1. M P Rispondi
    L'articolo riassume bene la vicenda ponendo l'accento su alcune delle irregolarità commesse dagli attori della vicenda. Mi preme qui sottolineare quelli che a me sembrano notevoli vantaggi attribuiti a intesa san Paolo a discapito di tanti piccoli risparmiatori; e mi preme, altresì, ricordare la vicenda del Banco di Napoli e il modo in cui fu svenduto il suo patrimonio ricorrendo ad artifici finanziari, mentre alcuni anni fa è emersa la verità sulla reale situazione finanziaria dell'istituto di credito. Anche in quell'occasione la politica fece gravi danni ...e mi viene da pensare che molto probabilmente la responsabilità vada attribuita a Ciampi ad alcuni politici campani e, naturalmente, ad alti dirigenti della stessa banca, i quali (vox populi) pare abbiano conseguito vantaggi personali. Dalla 'svendita' del Banco si avvantaggiò, innanzitutto, la BNL. Attualmente, intesa Sanpaolo è l'istituto che ha raccolto i maggiori frutti da quella scellerata operazione, non fosse altro per il numero di sportelli e agenzie diffuse, capillarmente, su tutto il territorio nazionale e anche all'estero. Mi piacerebbe tanto che quella vicenda fosse portata a conoscenza delle giovani generazioni, cercando di spiegare come mai in quella occasione non si mosse un dito per aiutare un istituto di credito che, evidentemente, non versava nelle situazioni drammatiche tipiche di queste modeste realtà aziendali per le quali, oggi, si invoca l'intervento statale, a danno di tanti piccoli risparmiatori.
  2. pino mencaroni Rispondi
    Il rimborso agli obbligazionisti subordinati retail mi sembra che sia caratterizzato da una certa disomogeneità. Per le banche venete l'accesso al rimborso riguarda solo coloro che hanno acquistato i subordinati delle due banche attraverso un rapporto negoziale diretto con le stesse. Sono dunque esclusi coloro che hanno acquistato i subordinati delle due banche da altre banche. Non è ancora chiaro se siano esclusi i subordinati emessi sempre dalle banche venete ma acquistati da controllate delle due capogruppo (Pop Vicenza e Veneto Banca). Sono certamente esclusi coloro che le hanno acquistate su piattaforme diverse (tipo Tlx o in Borsa). Per le 4 banche risolte del centro-italia sono ammessi al rimborso solo coloro che hanno acquistato i subordinati direttamente dalle 4 banche, ma non dalla controllate. Al momento, chi ha comprato subordinate emesse da Banca Etruria attraverso la Banca Federico del Vecchio, controllata della capogruppo Etruria, non ha accesso al rimborso. Nel caso di Mps è previsto il ristoro, in "carta (certificato di deposito) " non in contanti, per coloro che hanno acquistato i subordinati non solo da Mps ma anche dalle controllate del Monte. Inoltre l'unica emissione che può accedere al rimborso è quella 2008- 2018. Ma paradossalmente nel prospetto (circa 100 pagine) recitava 1) bond subordinato Upper 2 solo per risparmiatori retail 2) profilo di rischio non computabile in quanto mai un Upper 2 era stato pensato per retail
  3. bob Rispondi
    Io mi chiedo come una parte del paese, intellettuali e altro, non si sia sollevata verso questo scandalo vergognoso. A paragone lo scandalo della Banca Romana equivale al furto di una mela. Di questo si deve parlare, altro che di termini tecnici su una vicenda che di tecnico non ha nulla.
  4. Alberto Scandroglio Rispondi
    condivisibile, ma se i titoli non dovevano essere venduti ai risparmiatori, perché nessuno fa niente per punire chi glieli ha venduti e chi doveva controllare perché non li vendessero?
  5. guido dv Rispondi
    l'utilizzo di soldi pubblici per dare intero ristoro agli obbligazionisti senior, che siano essi istituzionali o retail, che abbiano comprato sul primario o sul secondario, in tempi remoto o piu' recenti e' assurdo, con conseguenze deleterie su saldi di finanza pubblica ed azzardo morale. inoltre, se c'e' stato dolo nella vendita di obbligazioni junior non si capisce perche non si perseguano le rispettive responsabilita'. infine non si capisce perche si arriva sempre in ritardo. ispezioni di Banca d'Italia c'erano state in passato ed avevano portato ad esposti alla magistratura. non hanno avuto seguito perche ai nostri magistrati forse fa piu' comodo intervenire quando scappano i buoi e non quando l'orchestra suona ancora.
  6. Henri Schmit Rispondi
    Ottimo, preciso, senza inutili polemiche. Atlante essendo solo formalmente un operatore privato si capisce perché l'unica banca abbastanza grande e forte per incorporare la parte viabile delle venete non abbia voluto assumere altri rischi dopo le perdite 'subite' attraverso il fondo. Le banche venete in dissesto e le altre cinque (o più?) hanno infranto le regole sotto due profili: 1. il mis-selling in conflitto d'interesse (non ostacolato dagli organi di vigilanza) e 2. il mis-lending o 2.1 per incapacità (mis-management) o 2.2 in alcuni casi per dolo. Di tutti vizi il più grave non sono le subordinate collocate allo sportello dopo aver avvisato le autorità di vigilanza, ma l'ultimo, fonte di arricchimento illecito di individui privati, a volte anche occulto, a danno 2.2.1 del conto economico della banca sempre, 2.2.2 di altri clienti, e 2.2.3 a volte dello Stato (bancarotta fraudolenta, frode al fisco). So di che cosa parlo: sono stato vittima ingenua di una mega-frode coperta se non orchestrata da una primaria banca, nell'occhio del ciclone all'inizio della crisi del debito, ma sopravvissuta, senz’altro too big to fail. Posso solo immaginare quello che hanno combinato quelle più piccole. Il disastro bancario è misurabile attraverso il volume senza paragone dei NPL e questo volume non è spiegabile senza i misfatti di tipo 2.2, non abbastanza conosciuti, non scoperti né repressi in tempo.
  7. Luigi Rispondi
    Ciao Silvia Quando credi sarà disponibile un bilancio semplificato della "bad Bank" di quello che resta delle 2 venete non confluito in Intesa?