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  1. Matteo Carrozza Rispondi
    L’ affermazione che “la quota di energia prodotta da fonti non fossili è aumentata negli ultimi quindici anni di un solo punto percentuale dal 13 al 14 per cento”, e’ sia incorretta, che tendenziosa. Incorretta perche’ e’ aumentata da circa l’ 8% nell’ anno 2000 ai valori citati (causa mancanza tempo, non ho scaricato direttamente i dati primari, ma invito a vedere la presentazione dell’ US Energy Information Administration, slide 7, https://www.eia.gov/pressroom/presentations/sieminski_05112016.pdf). Ma soprattutto parlare di percentuale di energia rinnovabile, piuttosto che di energia elettrica rinnovabile e’ un paragone fuorviante. Prima di tutto perche’ gli incentivi riguardano il rinnovabile per la produzione di energia elettrica. Secondo, perche’ la produzione dell’ energia rinnovabile secondo la definizione qui sopra (i.e. per energia si intende oltre che l’elettricita’ sia il riscaldamento che l’energia usata per i trasporti) e’ aumentata molto di meno dell’ energia elettrica rinnovabile (dato che non vi sono state ancora innovazioni tecnologiche sostanziali nei trasporti, che rimangono dipendenti da combustibili fossili). Per esempio, nell’ UE (28 paesi dell’ UE), la percentuale di energia rinnovabile e’ stimata al 16.0 % nel 2014, ma questo rappresenta ben il 27.5% dell’ energia elettrica (fonte: Eurostat Renewable Energy in Europe 2017). Queste mie precisazioni non invalidano necessariamente l’analisi sull’efficacia o meno, e la "cost-effectiveness" degli incentivi in Italia (materia su cui conosco di meno), ma mi sembra un grave errore da parte di esperti in materia.
  2. Alessandro Pagliara Rispondi
    Perchè gli USA possono fare adesso più di prima quello che vogliono, e l'OPEC non riesce a far risalire il prezzo del petrolio? Semplice: gli USA non importano più! Per un paese come l'Italia qual è il beneficio di riduzione delle importazioni?? Non si è creata una catena del valore sulle rinnovabili....ma siamo ancora in tempo!
  3. Gianluca Fioroni Rispondi
    Anche per questi (primi?) due "contro-commenti" mi sarei aspettato una maggiore documentazione delle asserzioni e un maggiore approfondimento sui dati presentati; il tutto, magari, a partire dal rapporto CEER attorno a cui ruota tutto l'articolo originale nonchè le tesi degli autori. Peccato.
  4. Rick Rispondi
    Le energie rinnovabili non servono solo a ridurre le emissioni di CO2. Qualcuno ha provato a fare una analisi strutturale, tenendo conto delle esternalità ambientali, dell'effetto sulla nostra economia di una diminuzione nell'importazione dei combustibili fossili e della creazione di una base industriale nel fotovoltaico? Sia chiaro, mi aspetto che il risultato rimanga negativo, ma non così negativo come appare guardando solo alle esternalità ambientali.