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  1. Lucia Sironi Rispondi
    Almeno la Madia uno straccio di studi l'ha fatto. Perchè non fare un articolo sul perchè abbiamo un ministro della giustizia che ha conseguito solo un diploma oppure una ministra dell'istruzione che forse non ha neanche quello? Tra l'altro non sono i soli. Bisognerebbe fare uno studio anche su questo e valutare quale messaggio dà al pubblico.
  2. Stefano Fachin Rispondi
    Un solo commento. A molti sembra sfuggire che la Madia è il ministro della PA, cioè di un organismo a cui si (dovrebbe) accedere in base a titoli di studio e concorsi. Personalmente, come dipendente pubblico trovo piuttosto offensivo che il mio "capo" sia stato perlomeno piuttosto disinvolto, e probabilmente qualcosa di peggio, in una fase critica del suo percorso di studi.
  3. Franco Molinari Rispondi
    Forse alla maggior parte dei lettori del sito tutto qs dettaglio non interessa poi più di tanto ...
  4. Andrea Moro Rispondi
    Le informazioni sono utili, ma non vorrei che un lettore poco informato delle pratiche scientifiche finisca per fare la conta dei vero/falso deducendo che la Madia ha metà ragione. Invece la situazione, come ho argomentato su noisefromamerika, era già grave. Perotti ha dimostrato che non è gravissima (come sarebbe stata se non fosse mai andata a Tilburg - ma di questo non siamo certi - o se si fosse inventata i dati). Ma ha anche fornito ulteriori indizi a peggiorarla: ora è spuntata una seconda coautrice. Che si tratti di ingenuità o malizia della Madia mi pare poco rilevante. La responsabilità dei supervisori è altrettanto grave. Si tratta di fatti gravi, che non devono succedere e devono essere puniti.
    • VP Rispondi
      Questa osservazione pero' andrebbe girata al Fatto. Il FQ ha documentato in maniera inconfutabile una serie di irregolarità'. L'IMT ha aperto un'inchiesta e la reputazione della ministra ne e' uscita irrimediabilmente compromessa (e secondo me farebbe bene a trarne le conseguenze). Ce n'era gia' abbastanza perché' potessero essere orgogliosi del loro scoop. Quello che non e' comprensibile e' perché' si sia tirata la corda fino a questo punto. Una cosa e' dire che la Madia non sia stata visiting student a Tilburg, un'altra scrivere che non vi sia mai stata. Una cosa e' dire che i riferimenti dell'esperimento non siano adeguatamente citati, un'altra dire che l'esperimento sia stato copiato. Una cosa e' dire che nel paper la coautrice non viene menzionata adeguatamente, un'altra dire che la Madia non vi abbia apportato alcun contribuito. Nel momento in cui ad affermazioni corrette se e mischiano altre false (o quanto meno opinabili), tutto finisce in una fuffa indistinta e il lettore poco informato finisce o a credere a tutto o a ritenere il tutto un'inchiesta fasulla motivata dallo "spin" del giornale. Questa stessa sciatteria giornalistica e' presente anche in altri ambiti (facile pensare a quello giudiziario). Lo scoop non basta mai, bisogna sempre metterci il carico; pero' cosi' si perde di credibilità. Detto cio', grazie davvero al Prof Perotti per l'utilissimo lavoro.
  5. Henri Schmit Rispondi
    Questo è il paese dei titoli, dei punteggi, delle graduatorie formali. Tutti a caccia di titoli, biglietto d'ingresso alle carriere pubbliche. A nessuno interessa quello che dici, tutti vogliono sapere chi sei, quale cv (se possibile con tante abbreviazioni inglesi che nessuno capisce) esibisci. Uno dei rari al di sopra di questi vizi (i.e. bravo senza titoloni) ha distrutto il suo maggior pregio con proprie mani, il candidato Giannino, alla fine pure lui 'italiano vero'.
  6. lorena Rispondi
    il lavoro di puntualizzazione di Perotti è fattuale e come tale utile al di là delle conclusioni fatte dal FATTO Q. Se fossimo in un paese serio dove trasparenza ed onestà sono dominanti, il caso Madia non sussisterebbe (dimissioni immediate e ostracizzazione dalla sfera pubblica. Vedi il caso della tesi di un ex ministro tedesco). Non mi faccio illusioni tuttavia. Viviamo in un paese dove "anomalo" dove chi si inventa addirittura lauree, master e aneddoti oltre che titoli di commercialista è sempre ben visibile su radio e tv
    • Marco Rispondi
      I ministri tedeschi dimissisi dopo plagio sono 2, ma in entrambi casi la dimissione è avvenuta dopo che, in entrambi i casi, le università avevano ritirato il dottorato, non dopo una inchiesta giornalistica. http://www.bbc.com/news/world-europe-21395102 http://www.bbc.com/news/world-europe-12608083
  7. Giuseppe Mingione Rispondi
    "Detto francamente, lascia perplessi che il supervisor della tesi di dottorato sia lo stesso relatore della tesi di laurea, il che praticamente vanifica parte dello scopo di un dottorato." In tanti anni è la prima volta che sento una cosa del genere. Lo scopo del dottorato è sviluppare una ricerca originale e, nel contempo, ovviamente istruirsi circa le pratiche per fare ricerca scientifica possibilmente di alto livello; infine, in alcuni settori, acquisire competenze per possibili applicazioni. Il ruolo dell'advisor è ovviamente fondamentale, ma che sia o meno lo stesso per la laurea risulta essenzialmente irrilevante. Quello che è importante è che sia bravo e riconosciuto.
    • roberto perotti Rispondi
      appunto.
      • Giuseppe Mingione Rispondi
        E allora meglio non enunciare improbabili principi generali quando si tratta di casi specifici, si fa confusione e non si sa mai certe frasi che via possano prendere. Abbiamo già apprezzato, negli ultimi anni, riforme universitarie influenzate da chi plasmava principi sulla base di conoscenze frammentarie e particolari.
        • roberto perotti Rispondi
          Non so a chi si riferisca quando parla di "riforme influenzate da chi plasmava principi sulla base di conoscenze frammentarie e particolari". E non so a quale riforma si riferisca.. Ma se davvero c'è stata una riforma, e se davvero c'è stato qualche individuo che l'ha plasmata pur avendo conoscenze "frammentarie e particolari", non posso che essere d'accordo con lei.
  8. Stefano Feltri Rispondi
    Come si dice in questi casi: so what? Cosa aggiunge questo articolo alla valutazione complessiva del caso? Comunque, la differenza tra pezzo giornalistico e commento è che noi possiamo scrivere solo quello che abbiamo riscontrato e non possiamo avventurarci in molte delle supposizioni fatte qui. Giannetti e Bigoni con noi non hanno mai voluto parlare, la Madia non ha voluto interloquire se non dicendo che "non spetta a lei valutare il suo lavoro". Tilburg dice che la Madia non c'è mai stata. A chi dobbiamo credere? Anche Perotti dice che la Madia non sa nulla di economia sperimentale, cosa che noi non sappiamo e non abbiamo scritto, ma pare plausibile visto il suo percorso. E perché l'esperimento ricompare dopo la tesi co-autorato con Giannetti? Le persone normali faticano a laurearsi o dottorarsi quando hanno solo quello come priorità, la Madia appena eletta è andata a Tilburg per fare l'esperimento di cui (Perotti lo omette) non sappiamo numero di partecipanti, criteri di scelta, periodo di svolgimento ecc? Tutto può essere, ma non pare esisterne prova documentale. Le piccole variazioni bastano a giustificare un dottorato? A me sembra che siano più cosmetiche che di sostanza, ma è Perotti l'economista. Non si capisce bene a chi sono contestate le affermazioni "false". Su alcuni di quei punti noi abbiamo scritto altre cose, con piccole ma decisive differenze. Cercheremo di rispondere in modo più ampio in altra sede
  9. Fullie Rispondi
    Adesso abbiamo le ricercatrici Caterina Giannetti e Maria Bigoni che parlano per interposta persona. Misteri dell'accademia italiana! Vedremo cosa ne pensa il Cambridge Journal of Economics.