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  1. fatti neri Rispondi
    studiate studiate che forse un giorno capirete che nessuno governo sforna posti di lavoro, salvo rimpiazzi nel pubblico impiego, ma sforna le condizioni economiche da cui nascono aziende che danno lavoro,,,e da monti in poi guarda caso il crollo è verticale! tasse altissime come imu, tari, aumenti delle bollette, acqua, sono alcuni esempi di spese fisse che fino agli anni '90 NON CITATE MAI,,, e la colpa a chi la date? al privato che non investe o non ha reinvestito i guadagni,,e fatemi capire: voi investite in un sistema dove se sei ligio affronti una lenta agonia sempre che un pizzo non la accorci...?
  2. Vittorio Rispondi
    Chiederei cortesemente di avere una previsione sull'occupazione dei più giovani senza Jobs Act e decontribuzione, ci sarà un metodo per correlarlo con la crescita del PIL.
  3. Giovane Arrabbiato Rispondi
    Offerta di lavoro: -stage non retribuito (buoni pasto se ti va bene) requisiti: 3 anni di esperienza nella stessa mansione, 4 medaglie d'oro alle olimpiadi, network di contatti che include il papa e almeno 3 commissari UE Risultato: oddio 50% di giovani disoccupati, come mai....e come mai l'economia non riparte ma dai? Perchè i giovani retribuiti in buoni pasto vivono ancora con i genitori, che sfaticati.
    • Michele Rispondi
      Ha assolutamente ragione. Tutto ciò è il risultato di più di 20 anni di progressiva precarizzazione del lavoro e riduzione dei diritti dei lavoratori in nome del libero mercato (ma solo per gli altri, ovviamente) e dell'illusione del lavoro a basso costo e flessibile. Tra i più danneggiati ci sono le imprese stesse che (complici ed entusiaste) si sono viste segare l'erba sotto i piedi: minore domanda, minore qualificazione dei dipendenti, minore innovazione, minore produttività, minore competitività. In poche parole: il declino del paese, sempre più lontano dall'Europa. Purtroppo però il declino non colpisce tutti in modo uguale. Molti si salvano: vendono l'azienda e legalmente non pagano le tasse sul capital gain; altri cambiano i business model: si rifugiano nei monopoli naturali o creati da leggine (il libero mercato? Sempre per gli altri) e da corporazioni; altri semplicemente se ne vanno. Per tutti gli altri invece il declino pesa di più e corre rapidamente: costoro, per tenerli buoni mentre li si impoverisce sempre di più, occorre distrarli con un mix di nemici ben precisi e di facile presa: gli immigrati, la UE, gli islamici, la globalizzazione, i sindacati, le fake news della rete etc
  4. alberto Rispondi
    " ci sarà bisogno di altre centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro " e come lco creiamo questo sviluppo ? con le start up ? ma fatemi il piacere ! continuate a tenere a lavoro ultra 65 vedrete che aumento della produttivita' avremo .
  5. cacace nicola Rispondi
    dati correttamente commentati. io accentuerei l'effetto negativo della denatalità sulla crescita di pil ed occ. La domanda dei "vecchi" è meno della metà della media.
  6. Marcello Romagnoli Rispondi
    Come si può pensare di creare lavoro tagliando la spesa pubblica?
  7. Serlio Rispondi
    Correlare la disoccupazione giovanile all'innalzamento dell'età pensionabile è un modo piuttosto distorto di affrontare il problema. Unica vera soluzione sarebbe il cambio della mentalità dominante, in base alla quale chi fa impresa è uno sfruttatore del lavoratore e non uno che rischia in proprio, etc. Se non si torna a favorire in ogni modo la creazione di imprese (magari aiutando i milioni di partite iva individuali ad accorparsi) la crescita rimarrà un miraggio. Dagli anni '70 è cresciuta solo una cosa: l'invadenza dello Stato, i privilegi per chi vi lavora e le tasse.
    • Marcello Romagnoli Rispondi
      Senza domanda non ci può essere offerta perchè l'imprenditore difficilmente investe se non c'è richiesta
  8. enrico lanzavecchia Rispondi
    in che modo le riforme pensionistiche avrebbero inciso negativamente sull'occupazione giovanile?