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  1. Henri Schmit Rispondi
    Facendo fatica a capire i numeri e le criticità dell’immigrazione in Italia mi sono informato sulla situazione a Lussemburgo. A mia sorpresa i macro-numeri sono paragonabili, 2500 arrivi l’anno, per una popolazione di mezzo milione contro 240K (richieste o permessi nel 2015?) per 60 milioni in Italia. L’Italia è svantaggiata perché paese di primo approdo spesso non scelto, mentre chi arriva a LX, in D o in S ha scelto di andare lì. Questo spiega la % delle accettazioni molto più alta altrove; al LX era del 80% (Siria), ma sta scendendo al di sotto della metà. Un’assurdità del sistema Dublino è che iniziata una pratica in un paese non si può aprirne un’altra altrove, ma appena rifiutato si può. Una piccola %degli arrivi sparisce nel nulla poco dopo la registrazione; è naturale che questa categoria pesa molto di più in Italia. Tutto a LX è gestito da strutture pubbliche o da volontari: assistenza sanitaria, identificazione, pratiche amministrative, vitto e alloggio; e per quelli accettati: programmi di inserimento, di insegnamento linguistico e scolarizzazione per i più giovani. Non esistono grandi centri con numerosi immigrati in attesa di decisione amministrativa. In assenza di esperienza pregressa tutto è improvvisato. Il problema quasi ingestibile nel problema reale e enorme dell’immigrazione è il rimpatrio. Non si capisce perché l’Italia più interessata di tutti non è in grado di fare del dossier immigrazione il suo cavallo di battaglia nei negoziati UE.