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  1. Piero Rispondi
    La gestione pesantemente clientelare del credito è dovunque (non solo in Italia). Ovunque pure gli intrecci Politica Banche ed Imprese (Macron ? Il marito della May ? I ministri di Trump ? le Lobby che sostenevan la Clinton ? Barrogo e Grilli dove lavorano ora ? Draghi è un Tecnico od è anche Altro ? etc).. La sottocapitalizzazione (e quindi minore internazionalizzazione e minore innovazione) è invece più grave in Italia. La massa crescente dei debiti pubblici e privati, finance non finance and household, ha raggiunto livelli tali che un bimbo capirebbe che non verranno mai restituiti. Al di là della buona volontà è semplicemente impossibile. Ed invece politici esperti banchieri economisti plurimasterizzati mercati sembrano non vedere questa banalità. Mistero della fede (di massa).
  2. Henri Schmit Rispondi
    Il sistema bancario fa parte di un contesto istituzionale più ampio. Gli anni 80 sono preistoria: le banche italiane finanziate da quelle estere operavano protette sotto lo scettro onnipotente delle autorità italiane. Solo dal 30 maggio 1990 il sistema commincia ad aprirsi ai mercati esteri permettendo ai residenti di aprire senza autorizzazione ministeriale conti all’estero. In pochi anni gli operatori e i regolatori sanno dotarsi di strutture in linea con la concorrenza internazionale: informatica, prodotti finanziari, controlli interni. Con il nuovo millennio le banche sono pronte per l’euro, ma non il sistema paese, forse peggiorato rispetto a prima di tangentopoli: il sistema politico e legislativo ora è meno credibile, meno professionale, meno prevedibile; la giustizia non è cambiata molto; il rispetto delle regole da parte degli operatori, privati e purtroppo pure bancari, è scarsissimo; le furbizie, gli inganni, lo sfruttamento dei più deboli, le truffe a danno di altri privati e dello stato, il ricatto fra privati o della politica nei confronti dei cittadini, tutto mirando alla conservazione del potere e all’arricchimento occulto e rapido di pochi, sono all’ordine del giorno adesso più di 30 anni fa. I vizi del sistema bancario (irregolarità e inefficienze) non sono che un pallido riflesso di un sistema più ampio, profondamente marcio, incapace di rigenerarsi. E meno male che non è passata la grande riforma che avrebbe solo accentuato i vizi più profondi.
  3. fatti neri Rispondi
    non sono per niente convinto che i mercati migliorano il rapporto banche cittadini.... i mercati PREZZANO le aziende, poi emotività e speculazione determinano le oscillazioni laterali dei prezzi. storicamente le piccole realtà vicine alla popolazione operanti sul territorio hanno fatto bene, poi......... a forza di seguire i mercati hanno perso quel ruolo ergo non credo che la via sia il solo accorpare, utile per difendersi da opa magari, ma non NEL FINE: bisogna separare le funzioni bancarie.