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  1. Henri Schmit Rispondi
    Il libro bianco è una delusione perché, come dice l’autrice, nessuno osa parlare apertamente delle vere criticità, ossia della ‘divergenza’ delle politiche nazionali dopo l’auspicata ‘convergenza’ celebrata alla fine degli anni 90, né tantomeno proporre soluzioni coercitive per contrariarla. I rischi della crescente divergenza sono aumentati da quando l’UE si è allargata a dismisura prima di essersi data gli strumenti per poter funzionare (‘convergere’) diciamo in 15, fra i quali comunque c’erano già l’Italia, la Grecia, il Portogallo, economie non proprio convergenti. Da molti l’UE è vista come un semplice tornaconti. I politici nazionali che fanno questi conti dimenticano i vantaggi meno visibili, come la riduzione dei tassi debitori. L’inettitudine dei governi nazionali di far ‘convergere’ le loro economie viene utilizzato per girare le colpe a Bruxelles. Questo gioco al massacro (dei governi nazionali che sono anche l’autorità suprema delle istituzioni UE) è la concausa del famigerato populismo, della protesta legittima contro un élite incapace di affrontare i problemi e di trovare soluzioni. Un UE a geometria variabile è l’unica soluzione per mettere in riga chi finora ha fatto il furbo: chi non rispetta le regole, aspetti fuori dalla porta. L’unico vantaggio per l’Italia sarà forse una politica europea dell’immigrazione più coerente e più equa. A parte questo tema, sarà un brutto risveglio, indipendentemente dallo scenario che il Consiglio Europeo sceglierà a Roma.