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  1. Storico Rispondi
    L"obiezione di coscienza o.si riconosce o non esiste, quindi non può avere limiti. La.gravidanza NON è una malattia e se non la si interrompe nasce una nuova vita! Se,poi, tanti medici obiettano vuol dire che la legge È SBAGLIATA! e va abrogata.
  2. Fabio Rosi Rispondi
    Leggere commenti tutti nella stessa direzione, mi pare molto poco "etico": proviamo a sparigliare le carte ! Anzitutto va affermato che non esiste un diritto di qualsiasi Stato a richiedere la sempre e totale obbedienza dei propri cittadini, quando questo stesso suddetto Stato dovesse emanare leggi che obblighino alcuni o tutti i cittadini ad ammazzare esseri umani. E che i bambini concepiti siano esseri umani non lo mette in discussione più nessuno. Detto ciò, leggo l’ultima relazione del Ministero della Salute che afferma quanto segue: “nel 2014 gli aborti sono stati 96.578, i medici non obiettori sono 1408 nel 2014, ovvero ogni medico ha dovuto effettuare in un anno 68,6 aborti, in media 1,6 aborti alla settimana” … Ma di che cosa stiamo parlando ? Ricordo che la legge 194 inizia così: “Norme per la tutela sociale della maternità…” : ma di cosa stiamo parlando ? Vogliamo far nascere questi figli che hanno dei diritti pure loro, non fosse altro per avere qualcuno che ci paghi le pensioni ? Ah ! Ah ! Mi fermo qui… Se vogliamo fare polemiche inutili, continuiamo a farlo, uno in coda all’altro, ma almeno abbiamo conoscenza dei fatti (parlo anche all’estensore dell’articolo, molto fazioso nel suo modo di argomentare). E se tutti i ginecologi decidessero di fare obiezione di coscienza, cosa dovrebbe fare lo Stato ? assumere ginecologi del terzo mondo, come stanno facendo gli ospedali per le infermiere ? o pagare i viaggi all'estero delle mamme abortiste ? Mah ...
  3. Lorenzo Rispondi
    La sanzione, quando è maggiore della prospettiva, giustifica l'obiezione di coscienza. Ovvero se il superiore mi chiede di uccidere una persona inerme e io gli obietto che non me la sento e quindi sono passibile di fucilazione, allora sto compiendo un atto (per alcuni eroico) per me conseguente alla percezione che ho da sempre (o che ho maturato in lungo tempo) di me stesso. Viceversa una decisione che può essere comunicata e revocata a piacimento (entro un mese), viene utilizzata dalla stragrande maggioranza del personale di ostetricia per bloccare (senza possibilità di una benché blanda sanzione) l'intero reparto. Una richiesta a risposta aperta esplicita del tipo “ha maturato ultimamente convinzioni contrarie al normale svolgimento delle operazioni ostetriche” all'inizio della carriera e un maggior periodo di tempo per comunicare e revocare l'obiezione, sarebbero più che opportune.
  4. Francesca Rispondi
    L'obiezione di coscienza per i ginecologi aveva un senso solo per quelli che hanno iniziato la professione quando l'aborto era illegale. Oggi penso andrebbe abolita, come è stata abolita per l'esercito dopo la fine della leva obbligatoria.
  5. giovanni martini Rispondi
    Contro questa opportunistica " OBIEZIONE DI INCOSCIENZA " le donne che DEVONO abortire clandestinamente DOVREBBERO denunciare il medico abortista clandestino e far così venire a galla i falsi obiettori.
  6. Ferruccio Rispondi
    Sono pienamente d'accordo con quanto riportato nell'articolo. Il singolo, obiettore di coscienza, ha tutto il diritto di farlo valere! L'istituzione pubblica ha il DOVERE di applicare la legge e mettere in condizione le donne, che lo vogliono, di abortire. Senza se e senza ma. Una domanda: se un agente di pubblica sicurezza si rifiutasse di usare l'arma di cui è dotato per difendere se stesso, un collega o un cittadino invocando l'obiezione di coscienza: cosa succederebbe?
    • sottoscritto Rispondi
      Ciao Ferruccio. Concordo pienamente con te. Solo una puntualizzazione: per un agente di pubblica sicurezza non esiste la possibilità di essere obiettore mentre per un medico sì, a mio avviso la legge è sbagliata, andrebbe eliminata la possibilità di essere obiettori. Lo trovo scorretto perchè va a limitare il servizio offerto ai cittadini e cioè la funzione stessa del servizio sanitario. Si da priorità a un'ideologia personale rispetto all'interesse pubblico. Se una persona non si sente in grado di assolvere tutti i compiti che un ruolo prevede può scegliere un'altra professione. Per fare un esempio surreale una persona contraria alla macellazione degli animali non lavorerà come macellaio. Ciao, Sottoscritto
      • luigino Rispondi
        sottoscrivo...Sottoscritto. L'origine di tutto è proprio la legge: poteva, forse, avere senso all'epoca dell'introduzione della legge per superare barriere probabilmente molto alte. Ma oggigiorno no, e non è neanche condivisibile il ragionamento dell'autore che dice che il grado di civiltà si misura anche con lo spazio dato all'obiezione. Eh no, lo spazio o grado di civiltà è già nel fatto che io Stato permetto a te medico di esercitare l'obiezione di coscienza, ma in generale. Quando tu medico lavori per me Stato il diritto alla salute e alla cura (o intervento) prevale su quello del singolo. Se il singolo non è d'accordo prende e se ne va ad esercitare nel privato.