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  1. Fausto Sesso Rispondi
    Come scrive Ferdinando Taviani, fin nelle prime compagnie professioniste «ogni posizione consolidata poteva essere presto distrutta dai progressi artistici e dal successo d’un altro. Inoltre, anche il tradizionale rapporto di subordinazione della donna all’uomo veniva infranto dall’evidente necessità di riconoscere un peso maggiore a chi – indipendentemente dal suo sesso – maggiormente contribuiva al successo della compagnia». In pieno Patriarcato e nel mezzo del Concilio di Trento, figuriamoci oggi! Lei parla del Cinema, professoressa De Paola, ma la questione non differisce di molto. Non a caso, al di là dei rilievi statistici, lei stessa evidenzia le cause più specifiche. Soprattutto: «molto rilevante è però anche la minore disponibilità di ruoli femminili (solo il 26%)». Il problema, oggi come ieri, è sempre quello: «chi – indipendentemente dal suo sesso – maggiormente contribuiva al successo». Isabella Andreini guadagnava più di Domenico Bruni, allora. E oggi Jennifer Lawrence guadagna più di Luca Zingaretti. I “viceversa” sono molti di più, ma il sistema è lo stesso: è il capitalismo, bellezza! Apprezzo l’intenzione dello studio ma non credo che sia l’ambito più adatto a rintracciare un esempio di «retaggio culturale presente anche in un ambiente in cui prevalgono valori liberali». Il rischio è che articoli rigorosi come il suo vengano usati in maniera strumentale in un dibattito sul Femminile oggi sempre più caratterizzato da uno sconfortante conformismo. Fausto Sesso
    • Giovanni Rispondi
      Scusi Fausto, potrei anche essere d'accordo con la storia dei ruoli femminili vs ruoli maschili (ma mi piacerebbe vedere numeri precisi), ma paragonare Jennifer Lawrence con Zingaretti è un'offesa al buon senso.
      • Fausto Sesso Rispondi
        Isabella Andreini era una famosissima attrice quarantenne quando Domenico Bruni era solo un giovane attore. Jennifer Lawrence è una giovane attrice famosissima mentre Luca Zingaretti è un cinquantenne fra gli attori più pagati in Italia. Come vede, Giovanni, ora come all’inizio del professionismo teatrale, non conta l’età e non conta il sesso. Conta il successo – e dunque il guadagno – che un interprete garantisce al film (per motivi che spesso prescindono anche dal talento). È la comparazione proposta dalla ricerca, invece, che non ha molto senso, nonostante il rigore e l’ampiezza dello studio, proprio per le specificità del mestiere dell’attore.
        • Giovanni Rispondi
          Fausto, Jennifer Lawrence lavora nel mercato americano (e non solo), Luca Zingaretti (che io sappia) SOLO in quello italiano. Spero non ci sia bisogno di aggiungere altro. Per quanto riguarda la ricerca sono d'accordo che occorra effettuare una ricerca che tenga conto di altre variabili rispetto a quelle prese in esame. Io sto cercando qualcuno che possa supportare un certo studio, se lei se la sente, mi permetterò di contattarla alla mail che ha indicato nel suo blog. Saluti.
  2. Giovanni Rispondi
    Le ho scritto sulla posta elettronica.
    • Fausto Sesso Rispondi
      È facile aggiungere, invece, che Tom Cruise lavora nello stesso mercato americano e guadagna MENO di Jennifer Lawrence, mentre Scarlett Johansson guadagna PIÙ di Johnny Depp. A contare non è il sesso ma, appunto, il mercato: più fai guadagnare, più guadagni. Come all’inizio del professionismo attoriale: “chi – indipendentemente dal suo sesso – maggiormente contribuiva al successo”. Non mi occupo di economia né di statistica, non posso aiutarla, dunque. Ma non ho detto che tale ricerca vada implementata con altre variabili. Da studioso di teatro, invece, penso che sia una ricerca inutile. Un uomo e una donna possono ricoprire la stessa carica di amministratore delegato di una azienda. Con diverse variabili, si può comparare il loro stipendio. Attori e attrici NON fanno lo stesso mestiere. Interpretano personaggi completamente diversi (anche nello stesso film, ovviamente) la cui particolarità determina un diverso successo e di conseguenza un diverso guadagno. Tutto qua.
      • Giovanni Rispondi
        Fausto, diciamo allora che ogni personaggio di un film è un lavoro a sè; ma questo non implica che non si possano paragonare tra loro. In statistica prendere solo un esempio che fa comodo, come Tom Cruise, è fuorviante, non funziona così, altrimenti io prendo Dwayne Johnson (o l'attrice Vattelapesca) e siamo punto e a capo. Sui grandi numeri le attrici guadagnano meno degli attori e questo è un fatto. Il motivo rimane però, almeno in parte, insoluto, lo si menziona anche nella ricerca stessa, la quale, come ho provato a spiegarle, risulta, secondo me, viziata dall'assenza di alcune variabili fondamentali. Qiueste variabili, se correttamente inserite nello studio, metterebbero probabilmente in risalto quello che sostiene lei: sono tutti lavori diversi. Inoltre anch'io sono d'accordo sul concetto di far guadagnare; ad esempio sarebbe interessante confrontare lo stipendio di M. Ruffalo e di E. Norton per il film "The Hulk" che entrambi interpretarono nello stesso ruolo a breve distanza. Essendo due uomini e parlando di "same job same pay", avrebbero dovuto intascare la stessa cifra, ma qualcosa mi dice che non è andata così. Possiamo parlare di discriminazione nei confronti di colui che ha guadagnato meno? Ne dubito. Ad ogni modo ieri ho contattato le autrici della suddetta ricerca, spero in una collaborazione con loro e con la professoressa De Paola per risolvere questo punto.
  3. MARIA DE PAOLA Rispondi
    GRAZIE PER LA SEGNALAZIONE
  4. Giovanni Rispondi
    Il primo link, quello più importante, non funziona.