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  1. Giorgio Serafini Rispondi
    Credo che una struttura tecnica di questo tipo abbia senso solamente se riuscirà a svincolarsi dagli inevitabili condizionamenti che la politica vorrà proporre. Già la riforma Madia tendeva a privilegiare la dipendenza del settore tecnico ed amministrativo da quello politico; ma è ovvio che sarebbe inutile una valutazione costi benefici orientata sulla base dei desideri , o delle opportunità, del ministro di turno al MIT.
  2. Edoardo Peterlini Rispondi
    Sarebbe interessante scoprire se l'esperienza di 30 anni fa con il F.I.O. (Fondo Investimenti Occupazione) ed il suo Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici, hanno insegnato qualche cosa di utile alla applicazione di analisi quantitative e soprattutto trasparenti per la valutazione di operazioni di spesa pubblica, oppure se la spesa pubblica per infrastrutture ha ancora "bisogno" di una inefficienza di fondo per poter giustificare scambi politici e mediazioni particolaristiche. Una rilettura dei motivi di fallimento di allora potrebbe essere illuminante per le decisioni da prendere oggi.
  3. Riccardo Rispondi
    L'AV Torino - Milano è scarsamente usata perchè è un troncone monco. Quando avremo la linea completa Torino-Venezia l'utilizzazione dovrebbe aumentare. Leggo spesso con interesse i suoi interventi, però in parte mi pare di vedere una sua leggera avversione (posso dire preconcetta?) verso tutto ciò che ha a che vedere con treni e ferrovie.