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  1. Alessandro Bellotti Rispondi
    La prima domanda che mi pongo è: chissà quali risultati avrebbero potuto ottenere le PMI italiane se queste avessero 'dietro' servizi adeguati all'export? Inutile ricordare di quanto vale il Made in Italy nei paesi in via di sviluppo. Prendiamo ad esempio ICE. Non posso non ricordarmi di una fiera in India dell'anno scorso dove ICE avrebbe dovuto fare una collettiva. La collettiva fu abbandonata da ICE 40 giorni prima dell'inizio della fiera lasciando la mia azienda e altre aziende senza un riferimento comune e senza fiera. Lamento poi l'indifferenza di ICE riguardo la tecnologia italiana per le energie rinnovabili. Sembra che in Italia facciamo solo vestiti, cibo e qualche macchinario. Magari un ritorno del paese alla tecnologia consentirebbe un riposizionamento internazionale più marcato. Ci sono 2 miliardi di persone nel mondo che avrebbero bisogno della tecnologia italiana. Oggi si parla spesso di industria 4.0. Il governo incentiva le installazioni di macchinari con super e iper ammortamenti dimenticando che la vera sfida tecnologica sarà sulla componentistica elettronica, pneumatica e meccanica. Che tipicamente è Made in Germany. Quindi indirettamente si daranno incentivi alle aziende tedesche che producono tecnologia. Occorreva incentivare anche la produzione di tecnologia italiana per Industria 4.0.
  2. bob Rispondi
    io per esperienza di lavoro personale non credo al Paese esportatore che si vuol far credere, sarebbe da aprire un dibattito molto ampio, quanto sia reale e quanto drogato da meccanismi fiscali e burocratici. Il mercato interno è quello che realmente sostiene quasiasi Paese o Continente ...ma questo è il Paese degli slogan e non dei progetti
  3. Massimo Matteoli Rispondi
    Tutte le volte che si vanno ad esaminare nel dettaglio i dati dell'export italiano si trovano di solito sorprese positive. Mi pare che dimostri una forza ed una capacità del nostro sistema imprenditoriale ben maggiore di quello che pensano i nostri critici. Questo però significa che le priorità di cui il Governo e gli stessi imprenditori di solito parlano (a cominciare dal taglio delle tasse) non sono quelle vere. Non perchè in Italia non esistano problemi (ci sono, purtroppo lo sappiamo bene), ma perchè il vero tallone d'Achille della nostra economia è la debolezza cronica del mercato interno. Aiuti agli investimenti pubblici e privati e tutele sociali per i più svantaggiati valgono di sicuro più del taglio delle tasse a chi può permettersi di pagarle. Anche perchè un'economia interna che sapesse prendere il ritmo del nostro export farebbe bene per primo proprio a chi ha i redditi ed i patrimoni più alti.