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  1. Michele Rispondi
    Pessime notizie per il futuro del mercato immobiliare italiano: quando i tanti NPL ceduti dovranno essere monetizzati al meglio dagli acquirenti, arriverà sul mercato una gran massa di immobili con valori di carico molto bassi (30%?) e quindi con una elevata propensione ad abbassare considerevolmente i prezzi per accelerarne il realizzo.
    • Silvio Rispondi
      Cribbio "-Se si continua a dire che l' economia va male, la gente poi si convince e finisce che va male davvero- Conoscete la barzelletta della tribù indiana che va a domandare a un santone su un monte come sarà l' inverno alle porte?" [cit. Silvio Berlusconi all'incontro a Bruxelles con Gerrit Zalm (5-7-2004)]
  2. Henri Schmit Rispondi
    Interessante analisi delle CAUSE dei NPL. Dare la colpa all’inettitudine di poche banche locali non convince. Il credito immobiliare dovrebbe rappresentare dopo i titoli di Stato la quota più sicura degli impieghi. Ormai solo il 56% di quei crediti è coperto da ipoteche perché in 10 anni i valori sono crollati. Perché il problema emerge tanti anni dopo la crisi dei sub-prime negli USA? Perché nel frattempo tutto è rimasto bloccato? Perché fino a ieri chi ha il potere e le responsabilità, governo e vigilanza, insisteva che le banche italiane sono le più solide? Le vere cause del disastro - di cui il buco delle banche locali è solo un epifenomeno - sono più profonde, strutturali: bizantinismo normativo (iter dei permessi di costruire, procedure lente di realizzazione delle garanzie, procedure fallimentari farraginose, regimi fiscali inefficienti) e amministrativo (potere politico locale discrezionale, giustizia lenta e incerta, controlli deboli) creano sacche di potere occulto, zone grigie di abuso e di frode, sfruttate da operatori senza scrupoli, da amministrazioni locali conniventi, dai partiti loro riferenti, appoggiati anche da banche primarie (ecco Orazio!) talvolta implicate in vere e proprie frodi. Il risulta (voluto) è sotto gli occhi di tutti: sviluppo immobiliare sregolato, arricchimento veloce, rischio bancario; deficit e debito in aumento mentre numerosi colpevoli se la godono impuniti. Il sistema da a mangiare a tanti, chi rema contro viene estromesso.
  3. LUCIANO PONTIROLI Rispondi
    Professor Onado , comprendo la critica alle banche "locali" ma meno l'implicita estensione a quelle di maggiore rilevanza. Per molti anni ho seguito il contenzioso di una delle banche che sono confluite in una delle principali banche odierne ed ho avuto modo di verificare come le banche "locali", fossero esse banche popolari o di credito cooperativo, fossero pericolosamente condizionate dai rapporti con i loro soci, finanziandoli in maniera preferenziale sino al punto di trasferire al resto del sistema i loro problemi: in breve, dare il "benefondi" riguardo agli assegni tratti da lorosoci- clienti su conti scoperti o gestire le sofferenze - quando i soci- clienti erano finanziati da molte altre banche - assicurandosi garanze non revocabili prima di lasciar emergere il dissesto aziendale. Il rapporto con i soci-clienti prevaleva sulla trasparenza del sistema, se possibile non si segnalavano le sofferenze (danneggiando in maniera scorretta le altre banche, si trattasse di credito immobiliare o industriale). Quali dati La inducono ad evocare Orazio?
  4. gianpaolo e armando todesco Rispondi
    Ma la situazione adesso lei com e l definirebbe ,tenuto conto degli interventi del governo in generale il sistema bancario itailiano e' o non e' ancora buono o ci si deve aspettare delle novita' negative per i risparmiatori .Le poste italiane come le vede .Lei farebbe degli investimenti sulle proposte delle poste o no?
  5. Nino Rispondi
    A distanza di quasi venti anni possiamo dirlo che c'è stata una parte d'Italia, rappresentata da Prodi, che ha lavorato per riportare in ordine i conti (dopo il dissesto del 1992) e un'altra parte, cavalcata da Berlusconi, che pur avendo a disposizione (o proprio perché li aveva) gli insight necessari a contenere la crisi, ha voluto approfittarne. Dove non è arrivata la coscienza dell'uomo e la lenta giustizia dello Stato, arriverà l'anagrafe.