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  1. Rick Rispondi
    L'autore dimentica la facilità con la quale - tramite internet - è possibile oggi distorcere e manipolare l'opinione pubblica. Un referendum contro l'euro a seguito di una mirata campagna di disinformazione mediatica è più che probabile che riesca. Sul Guardian ci sono moltissimi contributi sulla post-verità (post-truth) e sulle implicazioni che ciò porta in una società democratica. Sono cose che andrebbero considerate.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Interessante e condivisibile. Perché l'UK ha voluto la Brexit, l’evento più sconvolgente assieme all'elezione di Trump dopo la crisi scoppiata nel 2008? In un articolo di LIMES 3/2016 un esperto tedesco prevedeva che le decisioni (titubanti, non immediate) della cancelliera che hanno provocato una massiccia migrazione attraverso i Balcani potevano diventare il fattore determinante di un voto a favore della Brexit. Adesso in un intervista sul TIMES, discussa sul GUARDIAN, Trump dà ex post la stessa interpretazione. Mentre questo succedeva, Orban criticato da tutti ha utilizzato parole e maniere forti per riparare il suo paese contro i rischi dell'immigrazione massiccia e incontrollata; alle frontiere settentrionali dell'Italia si sono formati tappi di immigrati in viaggio verso il Nord; a Calais il governo francese faceva fatica a gestire un gigantesco campo di migranti, smontato solo quando l'UK aveva già votato. La dimensione che forse manca nell'analisi è l’elemento dinamico del voto. Votare non è classificare gli elettori in categorie, ma decidere, in ultima analisi con la pancia. Gli elettori sperano di influenzare le decisioni future, non si fidano di chi propone di continuare come prima, rivendicano proposte all’altezza delle sfide, prima nei singoli paesi, poi nell’UE. Il rischio è immenso. La questione è se l'Europa è solo "un'espressione geografica" o qualcosa di più, un attore, l'unica via che non riduce i cittadini a qualcosa di vegetativo, a schiavi di altri.
  3. Massimo Matteoli Rispondi
    L'autore sottolinea giustamente l’assoluta necessità di riavviare il processo di crescita, a riprova che la moneta comune non è fonte di squilibri e arretratezze e di cambiare nel profondo e in senso democratico il funzionamento delle istituzioni europee: Il fatto che queste osservazioni, sostanzialmente il "minimo sindacale", siano poco meno che rivoluzionarie dimostra la gravità della situazione attuale e le enormi responsabilità dei Governi europei. Sono loro, infatti, i primi responsabili dei limiti di funzionamento delle istituzioni e delle politiche europee e della conseguente crescita dei "populismi". Sono loro i veri alleati degli "antieuropeisti".
  4. Amegighi Rispondi
    Perfettamente daccordo. Non dobbiamo distruggere sull'onda delle reazioni isteriche le numerose positività dell'UE. Sono uno scienziato. Stiamo progressivamente e lentamente arrivando ad un modello di ricerca (e sviluppo) europeo integrato, con un sistema centrale di ripartizione dei fondi di ricerca (ERC) per progetto anche integrato tra laboratori europei. Cioè si sta arrivando ad una visione comune di questo settore strategico sulla scia del sistema americano (NSF o NIH). Prima si ragionava di più su tematiche portate avanti da cordate transnazionali. I ricercatori girano da un laboratorio all'altro. Ciò, a lungo termine dovrebbe portare giovamento in un settore fondamentale per l'economia UE (maggiore mercato mondiale). Ricordo che la Cina è diventato il secondo paese con il maggior numero di lavori scientifici pubblicati su riviste specializzate e peer reviewed, dopo gli USA e li supererà nel 2020 (fonte NSF). Sommando i principali paesi europei saremmo noi europei i primi, a riprova dell'enorme potenziale che abbiamo e di cui non ci rendiamo conto. Dividere tutto in 28 pezzi più o meno comunicanti sarebbe veramente disastroso e svantaggioso per tutti, compresa la Germania. Perdere il primato nel campo della ricerca e dello sviluppo è un solo esempio, ma ci sono altri campi in cui il nostro potenziale, se uniti, è veramente notevole (penso alle politiche nel campo delle energie rinnovabili, ad es.). Dobbiamo tuttavia liberare il sistema dai lacci burocratici e snellirlo.