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  1. Gusbrand Rispondi
    ho letto l’articolo di Nicola Borri riguardo i Pir e nell’esempio considera il vantaggio fiscale per un investimento di 30 anni, ma il vantaggio fiscale non vale solo per 5 anni?
  2. Gusbrand Rispondi
    Ma il vantaggio fiscale, non vale solo per i 5 anni?Quindi perchè considerate un tempo di 30 anni?
  3. Nicola Caporaso Rispondi
    Più che un'analisi mi sembra una polemica pretestuosa ad un'iniziativa che in molti paesi europei sono anni che da ottimi risultati. Al di là dell'opinione dell'autore, starei attento a fare un pò di analisi qualitativa...
    • silvo Rispondi
      Se fai i conti utilizzando come orizzonte temporale solamente i 5 anni la commissione di entrata ti azzera quasi completamente il guadagno.
  4. bellavita Rispondi
    mi sembra un festival per intermediari e una quasi certa fregatura per risparmiatori:almeno metterci un'assicurazione per la restituzione del cap. investito. Ma perchè non si pensa di esentare da ogni imposta gli interessi sul prestito irredimibile, l'antica rendita della belle époque?
  5. Michele Rispondi
    Mi domando perché debbano essere i piccoli risparmiatori (allettati con risparmi fiscali su eventuali capital gain) a finanziare quelle "imprese per le quali è maggiore il fabbisogno finanziario e che hanno maggiori difficoltà a reperire risorse tramite il canale bancario", cioè gli investimenti più rischiosi e meno liquidi possibile, ormai scartati dalle banche.
  6. Patrizio Basile Rispondi
    Buongiorno, concordo con la sua analisi. Sottolineo però nello specifico che la commissioni di gestione del fondo Anima sono "relativamente" in linea con quelle applicate da fondi che non sono Pir compliant. Dalla normativa, se non sbaglio, quello che definisce un Pir è la sua composizione e individuazione come tale, permettendone la gestione anche attraverso un deposito amministrato e, in questo caso, con oneri ridotti rispetto ad un prodotto gestito. Altro poi è la scelta consapevole da parte del risparmiatore dell'allocazione di portafoglio che nel caso di un rapporto amministrato, potrebbe essere oggetto di consulenza da parte dell'intermediario in base a specifico contratto. E, in questo caso, le commissioni di gestione cambiano nome e si ritorna alla partenza. Personalmente mi sembra un tentativo, magari timido e sicuramente migliorabile, di incentivare una forma di risparmio. Cordialmente.
  7. carlo Favero Rispondi
    Il PIR è una grande occasione ed un ottima idea, e c'è un grande potenziale per i risparmiatori, basta paragonare l'andamento dell'indice MIBSTAR con quello del FTSEMIB negli ultimi 5 anni. Certo sarebbe bello avere un ETF sullo STAR...