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  1. Henri Schmit Rispondi
    Ringraziando il prof. Lalla approfitto per aggiungere un paio di precisazioni. 1. Tutti i sistemi elettorali sono più o meno maggioritari e proporzionali; l’aumento graduale del numero dei collegi rende l’uninominale sempre più proporzionale. 2. Con la consueta dicotomia si intende un'altra cosa che rischia di trasferire il potere dei cittadini e dei deputati ai partiti; non si votano più individui, ma (primariamente o esclusivamente) liste assegnando i seggi direttamente alle liste (idealmente bloccate). Chi promuove queste soluzioni deve fare i conti con l'art. 67 che garantisce il libero mandato, elemento irrinunciabile del costituzionalismo liberale e democratico. 3. La mia ipotesi è un compromesso rispettoso dei principi costituzionali, mentre le alternative discusse nelle aule non lo sono, o per niente o non altrettanto. 4. L’idea di piccoli collegi plurinominali segue la stessa logica della legge elettorale Zanardelli del 1882, solo che, contrariamente ad oggi, all’epoca non erano “conosciuti” i meccanismi elettorali plurinominali con modalità di voto e di assegnazione dei seggi rispettosi dei diritti; le soluzioni conformi sono il voto unico ordinale (Irlanda, 1921, 1937) e il voto unico che vale sia per il candidato sia per la lista (Finlandia, 1906, 1955). 5. L’occasione di fare una buona legge elettorale, razionale e condivisa, ordinaria solo di nome, non si ripresenterà facilmente.
  2. Michele Lalla Rispondi
    L'articolo presenta un quadro quasi esaustivo della situazione che, in definitiva, è un po' di stallo. Ogni sistema elettorale ha pregi e difetti e ha vantaggi e svantaggi specifici differenti per gli attori (formazioni politiche) iin gioco. Ciò è una delle difficoltà che ostacola il varo di una legge elettorale largamente condivisa. L'approccio dei politici è diretto a aumentare il consenso e non a trovare una soluzione per i problemi del paese, che non può che essere condivisa. Tale approccio è l'altra difficoltà. Vedremo se i "partiti" saranno in grado di esprimere una idea o si affideranno alla sentenze: qui è il problema della politica e degli elettori che si affidano a chi non vuole operare politicamente ... Infine, Non evocherei un'altra riforma costituzionale, ma sarebbe auspicabile solo qualche lieve ritocco, perché la possibilità di avere maggioranze diverse nelle due Camere, non è un problema e è frequente anche negli altri sistemi; anzi, è meccanismo di bilanciamento e di garanzia. Nel recente passato ha agito anche in questo senso.