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  1. Lorenzo Rispondi
    Gentile professore, finché c'è vita c'è speranza e quindi prendo per fertilità il termine vitalità che lei ha utilizzato. In Giappone (che ha i nostri stessi problemi demografici) eseguono dal 1940 e ogni cinque anni una indagine sulla connessione tra matrimonio e fertilità. Oltre alle possibili soluzioni che lei ha messo in evidenza (colgo già una differenza fra Italia e Giappone dove le soluzioni sono evidenziate per genere) sono elencati indici come servizi per l'infanzia e prevenzione della infertilità (preoccupazione del 36% delle coppie che si sposano e dove la donna è nella fascia di età 30-39 anni). Un altra differenza a nostro favore invece, è la politica sull'immigrazione, con il Giappone che ha sempre discriminato lo “straniero” (circa 1,5% di immigrati regolari). Quindi, a mio parere, occorrerebbe aggiungere una quinta soluzione: incoraggiare i matrimoni “misti” e promulgare una nuova legge sulla cittadinanza ferma a prima del ventennio berlusconiano.
  2. Marco Bay Rispondi
    Grazie Prof. Rosina, una speranza di apertura e di timido cambiamento. Vorrei chiederle di fronte al confronto demografico tra 2016 e 2015 che si può estrarre da demo.istat dal quale riporto essenzialmente i seguenti valori Celibi (+40.086) Coniugati (-126.815) Divorziati (+38.081) Tot Maschi (-45.269) Nubili (+19.410) Coniugate (-123.057) Divorziate (+47.199) Tot Femmine (-84.792) Maschi+Femmine (-130.061), se potesse esprimere un suo parere - se vuole - come continuazione all'articolo sulla comunque diminuzione di coniugati e coniugate e la crescita di single (trascurando eventualmente l'aumento di divorziati e divorziate)... nell'articolo mi pare di cogliere che parla di prime nozze in una fascia d'età giovane... tuttavia... la numerosità di coppie di coniugi è diminuita... grazie per l'attenzione e buon lavoro.