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  1. Michele Rispondi
    Grazie per questo articolo. Pensavo che la responsabilità fosse solo degli organi di vigilanza mentre invece...
  2. bob Rispondi
    .."Tra i tanti errori della gestione Gianni Zonin,". Errori? Può essere "accusato" di errore colui che paga dell'errore commesso. O no? Altrimenti è umano che vengono altri dubbi
  3. Henri Schmit Rispondi
    Trovo queste critiche all'occasione dei funerali delle due banche di pessimo gusto. Perché non aver denunciato prima, alla procura? Non vedo nulla da rimproverare al fatto che una banca provi a coprire crediti (con depositi), al contrario, l'avessero fatto (tutti) di più. Se qualcuno sa chi l'ha fatto con depositi non dichiarati all'estero, si denunci, non si insinui. I clienti non sono stati danneggiati perché potevano cambiare banca. La storia è interessante, ma non c'entra con i problemi di oggi. BdI scopre irregolarità, ma non ha mezzi né inquirenti né sanzionatori; è l'argomento di Ponzio Pilato; non è credibile. Se tutto è causato da connivenza fra i vertici delle banche e i giudici - un'accusa di una gravità inaudita - bisognava denunciarlo in tempi non sospetti. Vero: "l’unica alternativa è tagliare il costo del personale. Tra i tanti errori della gestione Gianni Zonin, vi è anche quello di aver comprato a prezzi di affezione sportelli bancari quando la migrazione dei servizi sul web era già in fase avanzata e oggi gli impiegati ne subiranno dure conseguenze". Bella scoperta! Valesse solo per la banca di Zonin! Perché, mi domando invece, si pensa poter fare un operatore valido da due modelli fallimentari? L'immagine che si ricava è che (quasi) tutto è marcio da tempo e che gli organi di vigilanza e i giudici decidono chi distruggere (i piccoli, spesso vittime degli onnipotenti - e potrei raccontare di più) e chi lasciar vivere per logica di sistema. Già, quale sistem
  4. franco benincà Rispondi
    Mi permetto di aggiungere all'articolo, che la territorialità delle popolari in questione, era talmente simbiotica che noti personaggi istituzionali hanno "subito", piu' o meno scientemente, da parte delle banche, la strategia della cattura e del relativo condizionamento e ammorbidimento di eventuali procedure sia preventive nella vigilanza, che repressive di eventuali frodi. Non è un caso, e lo ritengo correlato positivamente, il fatto che la governance per un ventennio sia rimasta saldamente in pugno allo stesso soggetto. Inoltre il territorio aveva eretto ad architettura sistemica lo scambio fido/apertura di credito con la raccolta del risparmio, il piu' delle volte originato da compiacenti iniezioni di investimenti aziendali "fuori bilancio".