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  1. Massimo Gandini Rispondi
    Concordo con Dario. Si tratta solo di provvedimenti demagogici atti solo ad acquisire consenso in funzione del referendum e dal forte valore diseducativo. Un giovane potrebbe (giustamente) pensare che pagare i contributi previdenziali non abbia nessuna utilità. Tanto un pensionato al minimo attuale , che non ha mai versato una lira, percepisce la stessa pensione di un futuro iscritto alla sfigatissima gestione separata con un montante di importo ragguardevole
  2. Dario Rispondi
    Il provvedimento risulta un regalo a coloro che hanno contribuito poco per la loro pensione e si invia un messaggio potenzialmente distruttivo al popolo. In pratica il provvedimento dice che è inutile faticare e contribuire per avere una decente pensione tanto primo o poi il governo te la darà lo stesso, è meglio lavorare in nero o poco. Questo provvedimento è una delle principali cause dei mali dell'Italia, mancanza di premio al merito a tutti i livelli e in tutte le situazioni.
    • Qualewelfare Rispondi
      Al di là della valutazione sul provvedimento del governo, che ha evidentemente diversi limiti, c'è da auspicare che l'approccio cognitivo e normativo così esplicito nel commento del signor Dario venga superato al più presto. Come evidenziato da ormai un'ampia letteratura i principi del cosiddetto "merito", corrispondenza tra contributi versati e prestazioni pensionistiche erogate (leggi, metodo contributivo e a contribuzione definita) sono strutturalmente inefficaci a garantire redditi adeguati dopo il pensionamento in un contesto caratterizzato da mercato del lavoro fessibile e segnementato, con carriere frequentemente interrotte e più o meno lunghi periodi di disoccupazione. Pensi, Dario, che in alcuni paesi la pensione, almeno quella pubblica e di contrasto alla povertà viene erogata senza alcun requisito contributivo, finanziata dalla fiscalità generale (Danimarca, Svezia) o addirittura dai contributi (Olanda) ed è uguale per tutti, alla faccia del cosiddetto "merito". L'evasione fiscale è questione di etica, regole (severe) e adeguati controlli, non si può disegnare un sistema pensionistico sulla base del comportamento non etico di molti italiani e di pene/controlli inefficaci! ...
      • Dario Rispondi
        Spiace vedere quanto lei sia lontano dalla realtà, è assolutamente impossibile controllare che una persona non contribuisca abbastanza o non lavori senza sua colpa. Nessun controllo può entrare nella mente delle persone, la certezza che, sforzarsi di lavorare, faticare e salvare per il futuro, è inutile perchè tutto o quasi ti sarà dato in ogni caso è distruttivo per la società e il concetto si insinua corrosivo nella società. Sono sensibilizzato e scrivo così perchè persone a me relativamente vicine si sono comportate tutta la vita in questo modo, hanno lavorato poco ma tutto gli è stato dato, casa pubblica con un affitto ridicolo (perchè povero), pensione, assistenza medica senza alcun ticket, buoni pasto, vacanze pagate ecc. Peccato che li potevate trovare spessissimo a giocare a carte e nessuna voglia di cercare lavoro, ma erano poveri! Rifletta!
        • luigi Rispondi
          Per quanto riguarda la no tax area è provvedimento di equità fiscale tra redditi da lavoro e redditi previdenziali (cioè che ha versato contributi in tutta la sua vita lavorativa) che centra il merito? Non sono pensioni assistenziali (pensione sociale) ma calcolate sui versamenti fatti! Anche la 14^ è provvedimento previdenziale (pensioni basse non pura assistenza), 14^ non viene data alle pensioni assistenziali cioè di chi non ha mai versato contributi! Ma è appunto un sostegno al reddito, che tra l'altro, in molti casi evita di portare sulla soglia di povertà e quindi di dover poi contribuire con provvedimenti di pura assistenza. Molto spesso le pensioni più basse sono quelle di donne lavoratrici che sono state obbligate a lasciare il lavoro per curare in famiglia figli , nipoti o anziani supportando enormi spese di assistenza che avrebbe dovuto sborsare lo Stat,,,,,,che poi saremmo tutti noi con le nostre tasse!! La pensione è un "reddito" individuale su cui vengono calcolate le imposte, non c'entra nulla il reddito familiare! Si arriverebbe all'assurdo che a due coniugi che hanno lavorato e versato contributi entrambi sul loro stipendio, se si dovesse calcolare la pensione sul reddito familiare si dovrebbe tagliare la pensione di uno o di tutti e due? E quale sarebbe il reddito familiare massimo? Più giusto porre tetto "pensioni d'oro"!
        • Qualewelfare Rispondi
          Distruttivo, in effetti i paesi che ho citato, Olanda, Danimarca, Svezia, sono corrosi dal lassismo....o non vorrà per caso insinuare un pensiero, al limite del razzismo, che noi italiani siamo "diversi e nullafacenti per natura" ... comunque, proprio non riesce a uscire dalla sua logica che la pensione uno se la deve guadagnare...idea rispettabile per carità, ma ne esistono altre, altrettanto rispettabili e più efficaci (veda sotto), che riflettono l'idea che un minimo di risorse per una vita dignitosa spettino a tutti, ma proprio a tutti sa...bianchi, neri, italiani e non, brutti e cattivi pure....si faccia questa domanda: come mai, se pensa alle pensioni immagina subito che debbano essere il frutto di lavoro e contribuzione, mentre praticamente nessuno si scandalizza rispetto alla gratuità delle prestazioni sanitarie in Italia? perchè la salute è garantita (ormai quasi, ahimè) gratis a tutti e le pensioni no? esistono paesi, non corrosi e non distrutti, che hanno forme organizzative esattamente opposte....forse prima di commentare sull'architettura dei sistemi pensionistici è meglio informarsi, leggere, studiare, e soprattutto mai partire dall'esperienza personale..mi scriva, le consiglierò una decina di testi e documenti scientifici sul punto. cordialità, QW
          • massimo gandini
            Chi attualmente percepisce pensioni basse è perché ha versato importi ridicoli, il precedente sistema pensionistico era il piu generoso al mondo sia in termini di rendimento sia in rapporto all’età del ritiro. I giovani e i lavoratori attuali avranno condizioni incommensurabilmente peggiori. Tra l’altro le aliquote degli anni 70/80 erano risibili, non certo il 33 per cento attuale dei lavoratori dipendenti stabilito dopo la riforma dini, quindi anche in assoluto i versamenti di quel periodo sono ben poca cosa. Premiare costoro e continuare a castigare i pensionandi futuri con coefficienti di trasformazione sempre rivisti al ribasso e allungamenti irrealistici dell’età lavorativa non mi sembra un bel messaggio
          • massimo gandini
            Volevo aggiungere che quasi nessuno degli attuali pensionati si è “pagato la pensione”, con quanto effettivamente versato percepirebbero assegni previdenziali da fame. Solo una sparuta minoranza lo ha fatto e ,ironia della sorte, sono in genere coloro che hanno le pensioni piu alte i quali in alcuni casi con il contributivo otterrebbero importi piu elevati di quelli che ricevono con il sistema retributivo
        • Qualewelfare Rispondi
          aggiungo, circa l'efficaca: il suo ragionamento starebbe in piedi, pur scricchiolando, se in Italia non esistesse già una prestazione assistenziale quale l'assegno sociale. Inoltre, al fine di far lavorare e contribuire le persone, ci sono strategie più efficaci che disegnare un sistema pensionistico di tipo contributivo. Quali? politiche economiche e industrali che favoriscano la DOMANDA di lavoro, politiche ATTIVE del lavoro che consentano un efficace ed effciente match tra DOMANDA (da parte delle imprese) e OFFERTA sul mercato del lavoro...anche qui, bisogna informars ed essere seri quando si affrontano questi argomenti...molto seri...
          • Dario
            Non esistono politche efficaci per favorire l'accesso al lavoro se l'idea che lavorare non paga si diffonde nella mente delle persone. Lei non vuol capire! Lavorare è in genere faticoso e deve essere premiato. Ribadisco che se tutto viene comunque dato, lentamente ma inesorabilmente cessa, per la maggior parte delle persone, lo stimolo a lavorare, conviene farsi mantenere a vita dalla stato (da noi tutti). Il concetto di lotta alla povertà deve farsi attraverso il premio al merito e alla punizione di chi non vuol lavorare. Certo alcuni incolpevoli saranno penalizzati. Probabilmente nel lungo periodo il suo concetto di assitenza a prescindere dal merito sarà necessaria a causa dell'ormai inevitabile avvento dei robot antropomorfi e alla conseguente drastica diminuzione dei posti di lavoro (specie di quelli meno qualificati), ma questo avverrà in tempi ancora lunghi.
          • Qualewelfare
            e infatti, caro dario, in olanda, danimarca e svezia non lavora nessuno, no? o forse in quei paesi il lavoro non è fatica..sa com'è, caro dario, io non voglio capire, ma parto da dati di realtà...lei no, solo da pre-giudizi..contento lei..