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  1. Nicola Pètrina Rispondi
    A proposito degli impatti del Ceta, dal punto di vista economico sono d'accordo, sono scettico da un punto di vista istituzionale e giuridico. Qual è la necessità di adottare corti di arbitrato per dirimere le contese tra Stati e aziende? All'università mi hanno insegnato che queste corti esistono per tutelare l'investitore laddove si può presuppore non vi sia certezza del diritto. Certo non in Europa nè in Canada, dunque. Perchè allora non rimuovere del tutto queste corti, che tanto e giustamente sono state criticate, e affidare il loro compito alla giustizia ordinaria degli stati?
  2. Rick Rispondi
    C'è quel piccolo dettaglio che gli americani non sembrano disposti ad accettare un accordo su modello del CETA. Non vogliono un tribunale permanente, non vogliono la protezione delle indicazioni geografiche tipiche dei nostri prodotti alimentari, non vogliono permettere l'accesso di aziende europee al procurement americano (a meno che, bontà loro, le aziende europee non si procurino più di metà del materiale negli USA) e non vogliono riconoscere il principio di precauzione europeo riguardo ad alcune tecniche alimentari quali l'uso degli ormoni e di antibiotici su larga scala negli allevamenti. Sotto queste basi il TTIP è inaccettabile, mentre il CETA è un buon accordo. Se e quando gli americani cambieranno idea, evviva il TTIP. Ma preferisco nessun accordo ad un accordo pessimo e quelli sopra le considero (e sono considerate anche dall'UE) red lines MINIME.