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  1. antonello Rispondi
    A proposito, cosa succede se Equitalia non ha fatto bene il suo lavoro e ha provocato un danno erariale ? Adesso Agenzia Entrate e Agenzia Dogane fanno denuncia alla Corte dei Conti. Cosa succederà in futuro ? Non immagino che l'AdE possa denunciare se stessa. Non è un evidente conflitto d'interessi ?
  2. Antonio Carbone Rispondi
    Scopro di essere solo un artificio mediatico! Ho il privilegio di pagare a rate le mie cartelle Equitalia su tasse regolarmente dichiarate e che alla scadenza non ero in grado di versare. Esiste una cosa chiamata "flusso di cassa" (l'autore può insegnarmelo) che per un professionista che lavora con il settore pubblico e' una chimera! Fatture saldate a distanza di anni con l'ansia costante di non farle prescrivere. Ovviamente senza un soldo di interessi o sanzioni. Riguardo ai famosi (e vergognosi) debiti della PA, vi do' una notizia (vissuta sulla mia pelle): la famosa certificazione dei crediti vale solo nei confronti degli enti pubblici! Quindi, dato che la quasi totalità delle attività che possono richiedere servizi esterni, gli enti pubblici le svolgono mediante consorzi, aziende speciali, società totalmente partecipate ecc... scopro di non poter certificare i cospicui crediti che vanto. Risultato? Non posso usarli per compensare i miei "debiti fiscali". Quindi suggerisco a voi economisti di moltiplicare almeno per 2 le fantasiose cifre sul debito delle PA. E di frequentare maggiormente il mondo reale (come forse ha fatto Fassina). Ps. Sottoscriverei totalmente i contenuti dell'articolo se vivessimo in uno stato degno di questo nome. Con stima
  3. Roberto Convenevole Rispondi
    Bravo Di Tanno, commercialista democratico, per il contributo conoscitivo. Vedremo come la complessa questione finirà. Di sicuro l'evasione da riscossione è destinata a crescere. La situazione ante-Equitalia era sicuramente peggiore in termini relativi. Il concetto di evasione di necessità non può essere accettato in via di principio perché potrebbe portare ad esiti paradossali. Se si fanno i calcoli per bene la tassazione è più vicina al 70% che non al 60%. I debiti della PA non onorati sono una piaga miserabile che va eliminata. Ne vedremo delle belle.
  4. Dario Rispondi
    I suoi argomenti non fanno una piega tuttavia in un paese con i piu' bassi livelli di retribuzione in Europa (a parte quelli dei parlamentari) e con una tassazione che tocca quasi il 60% secondo lei gli individui "normali"magari in difficoltá economica cosa preferiscono fare? Pagare le esose tasse (caricate da altrettanti interessi e sanzioni grazie ad Equitalia appunto ) o sostentare la famiglia? Lei non ha citato quella che venne definita da un politico (Fassina) come "evasione da necessitá". Inoltre anche lo stato (che esige dai cittadini pagamenti a scadenze fisse ed anticipi) mi pare abbia tanti di quei debiti nei confronti di aziende spesso fallite perché la pubblica amministrazione non ha onorato per anni fatture ed ordinativi e in quel caso esiste un' EQUITALIA a favore dei cittadini e delle aziende o lo stato paga invece quando e come vuole? Forse sarebbe opportuno vedere anche l'altro "lato della bilancia".
    • tommaso di tanno Rispondi
      Se un sistema fiscale è ingiusto o sbagliato lo è per tutti. Ma questo non ha nulla a che spartire col sistema di riscossione. Chi paga le imposte perché a ciò forzato (via ritenute alla fonte) subisce già un trattamento istituzionalmente peggiore rispetto a chi paga le medesime imposte (ad es. IRPEF) mediante autotassazione. Il primo subisce la decurtazione anche se non può sfamare i suoi figli; il secondo può trasgredire le regole con modeste penalizzazioni. Ma se vengono meno anche queste il sistema - già squilibrato - cade definitivamente. Insomma l'intervento di Equitalia serve solo a riequilibrare - e neppure del tutto - un sistema che altrimenti verrebbe sostenuto solo da chi subisce il prelievo all'origine. In questo senso l'espressione "evasione da necessità" è puro artificio mediatico.
      • orazio vecchio Rispondi
        Caro Professore lei sbaglia e pure tanto, le ritenute alla fonte li paga il datore di lavoro. La sua è una opinione la matematica no. La matematica dice espressamente che è dalla tasca del datore di lavoro che devono uscire tutti gli oneri fiscali e previdenziali nonché ferie tredicesima e accantonamento per il trattamento di fine rapporto, quello che al dipendente viene sottratto qualcosa qualcosa alla fonte è una storiella che è meglio che non venga più raccontata, se no finisce che ci credono anche le persone intelligenti come lei. Se in tempi passati durante le contrattazioni per gli adeguamenti retributivi si è adottato quella formula è stata solo qualcosa di formale, perché era ed è matematico nonche elementare che la tasca che deve pagare tutto è sempre la stessa. Il sistema fiscale non è solo sbagliato ma è anticostituzionale, nella parte sulle imposte indirette. Oltre che incostituzionale è anche insensato e ingiusto. Chi ha un reddito mille euro al mese o anche meno non può pagare la stessa imposta che paga lei su un chilo di pasta o su un litro di benzina, o lo stesso importo sul canone tv o per una multa. Equitalia è come le SS anche loro eseguivano i dettami della legge non facevano distinzioni tra bambini donne vecchi o uomini loro li infornavano tutti , chi infrangeva quelle leggi era un criminale, oggi un evasore che ha sulla propria coscienza la debacle dello stato, un po come gli immigranti che sono additati come la vera causa di tanta disoccupazione. Saluti
      • Ettore Rispondi
        Ieri sera questo interessante articolo e'stato citato nella trasmissione 8/mezzo della Gruber,peccato che gli ospiti in studio,Travaglio in testa, abbiano fatto finta di niente e continuato ad azzuffarsi sul Referendum Cotituzionale. L'articolo,partendo da Equitalia,e dalle problematiche di Riscossione, mette il dita sulla piaga sollevando il problema della del carico fiscale,della Riscossione,e leggendo i post,sui debiti impagati della P.A versus i fornitori che inducono questi ultimi a finanziarsi non pagando le tasse,o,pagandole in ritardo!Dal Fisco agli altri, hanno ragione un po'tutti,ma il punto e'proprio questo. Il Fisco in Italia e'un problema centrale collegato a doppio filo a tutto il resto,in primis all'enorme Debito Pubblico che rende necessario,per coprire il peso degli interessi annuali sul Debito(80 miliardi circa),tenere alte le aliquote fiscali; le aliquote alte minano la competitivita'delle imprese,e riducono il potere d'acquisto delle famiglie deprimendo la domanda interna e la crescita del Pil. Le aliquote,pero',sono alte anche perche'in Italia l"evasione fiscale e'enorme per cui molti pagano tante tasse perche'altri non le pagano affatto! E'un cane che si morde la coda,un circolo vizioso che occorre spezzare,bisogna prima o poi cominciare ad aggredire il problema! Forse il Governo,per motivi elettorali,non lo sta facendo efficacemente! Ma non vedo,neanche nelle proposte delle opposizioni,alcuna proposta concreta per aggredire questi nodi strutturali! Forse questo e'il vero problema dell'Italia!