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  1. Asterix Rispondi
    Il tema vero è che costituire un Senato delle Autonomie a fronte di Regioni non autonome è un controsenso. Soprattutto se le imposte con cui le stesse si finanziano sono decise dallo Stato. Ma la cosa più paradossale che i rappresentanti delle regioni non avranno alcun vincolo di mandato verso le stesse, ben potendo decidere in autonomia seguendo, ad esempio, le logiche del partito di appartenenza che potrebbe essere diverse da quelle regionali su alcuni temi (es.ambiente, rifiuti,diritti estrattivi, ecc..). Peraltro si mantiene in capo al Senato dell'autonomie un ruolo sulle decisioni europee quando da anni si discute sulla inefficienza delle regioni nella gestione dei finanziamenti UE. Quali competenze hanno le regioni, ad esempio, a giudicare su una proposta di riforma della Commissione UE o dell'Euro (proposta Stiglitz)?
  2. Henri Schmit Rispondi
    Sono sostanzialmente d'accordo con gli autori, soprattutto con l'ultima coma. Non penso tuttavia che il metro di ogni cosa debba essere la soluzione tedesca. Questo è pensiero subalterno, pericoloso. La stessa critica varrebbe se si volesse copiare la (pessima) costituzione federale americana,che non dimentichiamo ha portato a una sanguinosa guerra civile, che alcuni (gufi) avevano testualmente previsti sin dalla fine del 700. Non è che copiando gli errori delle istituzioni altrui si ottengano le virtù della loro politica. La controriforma del titolo V che annulla gran parte degli errori del 2001 è un'ottima cosa, forse l'elemento più convincente dell'intera riforma. Il Senato invece è un pasticcio (un mostro) che creerà sola litigi e problemi. Non si capisce quale sia la sua funzione: garantire il popolo sovrano come seconda camera; garantire gli enti (e attraverso loro le popolazioni) regionali o migliorare la qualità tecnica dell'assemblea legislativa? Ad ogni funzione corrispondono determinate soluzioni per designare i senatori e per definire il loro statuto. Non ho MAI sentito qualcuno discutere di questo. Qua non si fa che copiare, mescolando tutto, idee fisse, pregiudizi, errori, pretendendo che quest'imitazione ignorante e zoppa procuri i risultati del modello. Non dimentichiamo che le procedure elettorali delle regioni, tutt'altro che democratiche, hanno permesso di "eleggere" chi prestava certi servizi privati a certi potenti. Non funzionerà.
    • bob Rispondi
      ...la parte del Paese attiva, dinamica operativa del Paese deve votare SI , soprattutto per riformare con urgenza il titolo V e ridare a questo Paese un sistema-Paese sia per l'economia di mercato interna che quella dell'esportazione. Paragoni con altri Paesi sono inutili
      • Henri Schmit Rispondi
        Se fosse per la riforma del titolo V voterei anch'io di si. Ma visto che il quesito chiederà se assieme al titolo V approvo pure la riforma del senato che diviene una conferenza delle regioni dove dei politicanti regionali non correttamente eletti inviano alcuni dei loro compari di partito per contribuire come seconda camera al voto su riforme costituzionali, di nuove leggi elettorali ed alcune altre cose assai assurde, voterò di no, tanto più che la nuova legge elettorale per la stessa camera replica trucchi e difetti del recente passato e di modelli elettorali regionali, che sarebbero tutti da riformare in senso democratico. Non basta rivendicare maggiore autonomia per le regioni, bisognerebbe prima di tutto rendere la loro governance democratica. Su questo si che la Germania potrebbe servire da modello, almeno fino a un certo punto.
  3. maurizio angelini Rispondi
    Le competenze del Bundesrat sono fortemente condizionate dalla natura federale della Germania:in pratica, per tutto ciò che riguarda materie che "intrecciano" la federazione e i Laender legiferano le due camere:ma in Italia, Stato regionale, perchè mai un Senato che può legiferare su leggi costituzionali e su trattati internazionali non dovrebbe essere elettivo?
  4. antonio petrina Rispondi
    Se non ci sono state le condizioni politiche per fare un senato federale o come dir si voglia , si realizza così l'evidente discrasia ,evidenziata dal decano dei costituzionalisti italiani (D'Atena , cfr. IL regionalismo tra crisi e riforma costituzionale,Bari,2014 , che se la riforma del 2001 aveva creato un Titolo quinto senza senato federale federalismo senza senato federale, ora con la riforma Boschi-Renzi si crea un senato delle autonomie ma senza federalismo, con 95 senatori ( sindaci e consiglieri reg li che a differenza dei 65 colleghi tedeschi sono affiancati da un'efficiente classe di euroburocrati) , di guisa che poi le molteplici direttive UE ,senza aver il supporto tecnico, i neo senatori come le dovranno esaminare ? Ma se la schiera di euroburocrati si affianca ai neo senatori ,come la prof.ssa Violini chiosa ne il Quaderno della sussidiarietà, n.16/2016,p 57)dove sta allora il risparmio senza l'apparato burocratico ?