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  1. carmeloatti Rispondi
    non è la politica a spaccare il paese, ma la stampa di terra di cielo e di mare, a formentare odio e invidia sociale . pericoloso !! insomma è autoreferenziale , ha bisognno sempre di criticare di dare lezioni di morale, di comportamenti....... portavoce e lisciatore dei sentimenti più tendenziosi e faziosi.
  2. Roberto Rispondi
    Concordo con quanto scritto nell' articolo e aggiungo che il commento di alcuni sulla impossibilità di differenzazione sinistra -destra non regge. A mio avviso la nuova sinistra, rappresentata perfettamente dai giornalisiti italiani, non è più quella di Rizzo, dei comunisti italiani, ma già da diversi anni è divenuta radicale, sposando di fatto le posizioni di quel partito, e politicamente corretta. Casomai si potrebbe parlare di un' estensione di questo partito anche verso la destra tanto da formare un unicum indifferenziato. Questo è ciò che imperversa in tutto il mondo occidentale. Io non leggo quasi più perchè da una parte non c'è più informazione e dall' altra è facile prevedere cosa diranno i vari giornali e ci metterei anche i telegiornali. Non possiamo stupirci della ferocia uniforme con cui si attaca, quasi a prescendire, il candidato repubblicano alle elezioni statunitensi. Fiumi di parole sulle posizioni sessiste del multimiliardario Trump, qualche accenno, quando presente, sui finanziamenti dell' Arabia Saudita alla fondazione multimiliardaria dei Clinton . Inoltre sono completamente d' accordo sulla scarsa professionalità dei nostri giornalisti che oltre ad educare, perchè convinti di avere la verità (una verità), dedicano sempre meno tempo all' approfondimento della notizia, spesso gettando fango su persone, vedi le intercettazioni, senza poi mai pagarne le conseguenze. Naturalmente questo non vale per tutti ma per molti, questo articolo è una lieta eccezione
  3. stefano Rispondi
    I giornalisti italiani portano la maggiore responsabilità della crescita del razzismo (a partire dalla metà degli anni '80), tranne pochissime e marginali eccezioni, usando un lingaggio ed una rappresentazione simbolica del fenomeno.come hanno dimostrato vari studi (come quelli di Jessika ter Wal che riguardano anche la stampa italiana). Dire che la stampa è prevalentemente di sinistra perchè tali si definiscono (Scalfari si definisce di sinistra, ma anche Norma Rangeri: vedete qualche affinità fra i due?) e poco significativo. Invito i due ricercatori ad individuare modalità maggiormente euristiche per le proprie indagini.
    • roberto Rispondi
      in realtà sebbene diversi Scalfari e la scuola del Manifesto sono uniti dal credere che il ruolo del giornalista non sia quello di riportare le notizie (e separle dai commenti) ma di educare il lettore in modo da fargli capire cosa è giusto e come si pensa. Il che è una blasfemia per la scuola anglosassone che ha inventato il mestiere (ricordiamocelo sempre invece di metterci su dei piedistalli culturali). Giusto per capirci e citando l'ottimo Papuzzi nel suo manuale "Mestiere giornalista" fu di fatto Repubblica a sdoganare la moda tutta (e SOLO) italiana del virgolettato non inteso come la frase testuale o sentita ma "quello che forse potrebbe avere detto ma io non ho sentito". Una cosa del genere farebbe cacciare un giornalista anche in un tabloid se sgamato mentre da noi va in prima pagina ed è diventato uso comune a tutti.
      • Ersilio Rispondi
        Ne avevo sentito già parlare di questa dichiarazione di Scalfari (io sapevo di Ezio Mauro) che voleva educare piuttosto che informare il cittadino, ma sarebbe interessante poter recuperare il riferimento esatto. Qualcuno saprebbe dirmi quando e in quale occasione questa cosa è stata detta? Il massimo sarebbe poter avere un video... Grazie!
  4. francesco Rispondi
    Giovanni e Mauro hanno colto il punto del problema. Da una parte la totale assenza di giornalisti degni di questo nome nell'area di destra (dopo Montanelli il nulla ... grazie a Berlusconi...) e dall'altra la tendenza dei media a volere "insegnare" come si pensa. Lo abbiamo visto con la Brexit e ora con Trump, con l'immigrazione e il buonismo imposto ... è tutto un rincorrersi su posizioni distanti dal pensiero della persona media (approccio top-down) e allo schierarsi con fini di condizionamento dell'opinione (lo fa anche il NYTimes contro Trump e gli scandali che appaiono improvvisamente). La vera tragedia è che in questa assenza di contraddittorio dell'elaborazione delle news si è innestato un rimedio peggio ancora del male cioè la pretesa di tanti di trovare nella "rete" la verità che i "poteri forti giudoplutomassonici" coprono. Con risultati tragici come ben dimostrano le leggende su scie chimiche, vaccini e chip innestati nel cervello. ARRIDATECE MONTANELLI
  5. Giovanni.M Rispondi
    Mi sono ritrovato pienamente nell'articolo. C'è anche da dire che in Italia esiste un incolmabile vuoto politico che si contrapponga, con temi concreti e in maniera seria, alla sinistra italiana molto forte. Ad oggi definirsi "di sinistra" fa capo ad una serie di idee e valori. Definirsi "di destra" si viene automaticamente collocati nel nostalgico-fascista. Tutto ciò che è liberale/conservatore viene completamente escluso.
  6. Lorenzo Rispondi
    Mi trovo concorde più con i commentatori che con l'articolo. La divisione destra/sinistra è ormai insensata visto l'affastellarsi di politiche incongruenti con ciò che la vecchia "sinistra" è di fatto diventata. Inoltre la percezione di scarsa professionalità dovuta al continuo tentativo di iterare idee vicine all'editore emerge in molti quotidiani sia (tradizionalmente) a dx sia sin
  7. Gianfranco Rispondi
    Categorie destra e sinistra non sono più categorie che possono spiegare gli accadimenti. I giornalisti in Italia non danno informazioni e la loro verifica. Non forniscono neppure un minimo di informazione su cosa pensano i cittadini europei dei vari stati membri e neppure sono in grado di fornirci informazioni certe su quello che accade nel mondo ed in Europa. I loro articoli sono un pastone di opinioni e sopratutto amano il ping...pong...Riportano le parole di un personaggio e chiedono le risposte ad altri personaggi, guardandosi bene di appurare la vericidità di quanto viene riportato. Io vedo essenzialmente impiegati non giornalisti. Se sono capaci, Curini e Splendore dovrebbero indagare sulla capacità dei giornalisti di riportare informazioni e non opinioni.
  8. Wallerstein Rispondi
    Giornali di sinistra? Quali? Il Manifesto?
  9. Alberto Rispondi
    Forse perché i giornalisti sono dei teorici della società globale dove tutti sono uguali tranne quei pochi come loro che essendo più uguali degli altri hanno il diritto di esprimere le loro regole (e l’uguaglianza) a tutti.
  10. Methodos Rispondi
    Sembra un intervento persosi in qualche meandro digitale dieci anni fa e ricomparso ora. Non forse il caso di dubitare, di questi tempi, su semplicistiche categorizzazioni di "destra" e "sinistra" fatte da una esotica organizzazione internazionale? E non sarebbe bene un po' di problematicità prima di trarre conclusioni tanto sbrigative? I cittadini, per esempio, potrebbero essersi stancati di chi fa soltanto gli interessi dei propri padroni (di sinistra, di destra e anche di centro...).
  11. mauro Rispondi
    Molto interessante e quanto mai vero nel suo contenuto. Io aggiungerei al problema una tendenza tutta italiana dei giornalisti a volere "insegnare a pensare" e a spiegare "cosa è giusto o sbagliato" come se la quasi totalità dei lettori avesse bisogno di essere condotta per mano verso la "luce". Quindi più che informazione volta a fornire dati ed idealmente i due punti di vista siamo spesso a comizi. Non aiuta poi il fatto che "sull'altra sponda" la credibilità dei giornalisti (vedi Il Giornale e Libero) è ancora minore data una sudditanza imbarazzante anche per un giornalista della vecchia Pravda. Anche perché le "lezioni" da un quotidiano le posso accettare su alcuni argomenti da un nobel o persona di chiara competenza ma non da un Rampini, Facci, Zucconi o Ostellino
    • DDPP Rispondi
      Concordo pienamente con il commento. Leggendo quotidiani che dovrebbero soprattutto dare norizie o approfondirle, è' davvero fastidioso percepire costantemente l'atteggiamento "didattico" di chi scrive. Fintanto che leggo un articolo di fondo potrei anche accettarlo, passo ad altro quando scrive un signor nessuno...
    • bob Rispondi
      ... ci sono tante braccia sottratte all' agricoltura .....e soprattutto in questo momento reclamate. Ma tante, tante.....................