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  1. Gerlando Rispondi
    "Nel nostro Paese,il sistema pensionistico pubblico è strutturato secondo il criterio della ripartizione. Ciò significa che i contributi che i lavoratori e le aziende versano agli enti di previdenza vengono utilizzati per pagare le pensioni di coloro che hanno lasciato l’attività lavorativa. Per far fronte al pagamento delle pensioni future, dunque, non è previsto alcun accumulo di riserve." Secondo questo criterio occorrerebbe una vera riforma coraggiosa che guardi alle generazioni future, ma che sia una riforma retroattiva . Eliminazione del sistema pensionistico attuale, introduzione di un assegno di vecchia con un minimo ed un massimo, finanziato parzialmente dalla fiscalità generale e dal sistema contributivo, senza affliggere ulteriormente le aziende, anzi diminuendo i costi del lavoro sulla componente contributiva a carico delle aziende . Garantendo a tutti gli anziani una sopravvivenza dignitosa, senza che questi depredano il futuro dei giovani. Chiaro oltre che alla riforma pensionistica si deve guardare anche alla massima occupazione, quindi alla produzione di beni e servizi, disincentivando la produzione estera di aziende italiane che pur di abbassare all'estremo il costo del lavoro, trasferiscono il lavoro all'estero in paesi senza regole o comunque meno stringenti.Consigliere a Renzi di fare la voce grossa in Europa sulle ipocrisie del Commercio Mondiale che siamo costretti a subire.Lo scambio di merce deve essere fatto fra Paesi che condividono le stesse regole.
  2. Andrea M. Rispondi
    Premesso che non sono un tecnico, secondo me nella proposta del sig. Giuseppe manca il versamento dei contributi per i tre anni nei quali l'ipotetico coniuge resterebbe a casa. Comunque la logica e la stessa che, come leggo sui giornali (e l'autore potrà facilmente smentire), hanno adottato in Inghilterra; dopo i 55 anni il lavoratore può richiedere il versamento in unica soluzione dei contributi versati, rinunciando alla pensione. Per chi andrà in pensione con il contributivo puro e non avrà nessun regalo da ricongiungimenti gratuiti, e magari dispone di un piccolo gruzzoletto di risparmi, potrebbe essre una buona opportunità per andare in pensione qualche anno prima dei 67/68 anni ora previsti. E chi ha meno di 20 anni di contributi versati evitarà di regalarli all'INPS
  3. Giuseppe Rispondi
    Mi piacerebbe sapere perché c'è l'obbligo del prestito. Se, ad esempio, in una famiglia lavorano entrambi i coniugi perché uno dei due non potrebbe decidere di terminare la propria vita lavorativa in anticipo senza percepire alcun importo negli anni che lo separano dal raggiungimento dell'effettiva età pensionabile e, quindi, senza dover restituire nessun anticipo, dato che in famiglia entrerebbe comunque uno stipendio?