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  1. Henri Schmit Rispondi
    Sono d'accordo con la penultima frase e con i commenti del misterioso ms. La mafia non è una o più organizzazioni, ma un modo di operare che caratterizza tutto il paese (che ovviamente non ne ga l'esclusiva): Poca trasparenza, flessibilità delle regole, importanza del legame personale. La mafiosità è il prodotto di un sistema che poi determina la mentalità, alla fine è un modo per campare o per arricchirsi. La maniera truffaldina o il potere (e l'arricchimento) senza regole ha bisogna di varie forme di violenza per prevalere contro l'evidenza dei fatti e il significato delle regole ufficiali. Questa maniera truccata e furba poggia su una determinata organizzazione del potere, ora anche su un certo modo di scrivere la costituzione, le leggi elettorali e tante altre norme, le procedure edili, quelle fallimentari, quelle per gli appalti pubblici, quelle fiscali etc. La politica italiana (chi scrive, interpreta ed applica le regole) vive della connivenza con il malaffare degli appalti e delle concessioni pubbliche, dell'evasione fiscale dei potenti, della giustizia pilotata, e del far finta di seguire delle regole in cui nessuno crede. La mafia di cui parla l'articolo è un epifenomeno marginale di quello a cui sembra riferirsi il commentatore anonimo, cioè la mafiosità. Rifletto e parlo perché mi sento una delle tante vittime di questo modo di fare.
    • ms Rispondi
      E' un anonimato relativo (la redazione conosce l'email), ma utile quando un commento entra nel merito di vicende insieme personali e pubbliche. Che chi lascia ambienti silenti/omertosi si prenda più prudenza che in passato è anche scontato. Questo sito è tra i più letti nell'accademia e nella pubblica amministrazione. L'omertà è peggiore ai livelli medio-alti, se diventa fattore di successo e favorisce coperture incrociate (crea legami insomma). L'assenza di modalità pubbliche per discutere malfunzionamenti di norme o attività dei governi centrali e locali aggrava questo stato di cose. Non si può pensare di introdurre, ad es., attraverso nuclei di valutazione, una migliore "mentalità valutativa" (generica) senza che le analisi trovino pubblicazioni e luoghi di discussione istituzionale che costringano il decisore ultimo (politico) a renderne e tenerne conto (senza nascondere, coprire). Uno Stato può avere cose che non vanno in molti ambiti (è anche "normale", con molte virgolette). Se non si può parlarne che nei corridoi, senza farci analisi ben fatte, fare si che il Parlamento ne discuta o i magistrati (per parte competente) se ne facciano carico, si crea man mano una sorta di Stato-mafia. Chi ha contratti a termine e una carriera che dipende da nomine e ri-nomine trova più conveniente tacere, usare informazioni e memoria per la coesione con gli altri e i rinnovi. Poi si costruiscono gli alibi dei singoli o di interi gruppi.
      • Henri Schmit Rispondi
        Ringrazio dell'attenzione. Penso di capire che cosa sono le 'tre mafie' che si reggono l'una sull'altra. Senza malaffare, arrichimento fraudolente, evasione fiscale e gare truccate non ci sarebbe la mafia del pizzo, della droga e della lupara; senza la corruzione dell'amministrazione pubblica e della politica, ci sarebbe poco spazio per l'illegalità negli affari; e quando i soldi fatti così sono messi al sicuro in qualche paradiso, sono tutti uguali e solidali. Per combattere le mafie bisogna contrastare la mafiosità presente nel potere pubblico e privato.
  2. Umbe Rispondi
    In un comune di 40/50 mila abitanti, con 100 preferenze sei tra i primissimi degli eletti. 100 voti si comperano senza problemi.
  3. salvatore Rispondi
    Complimenti per la scoperta dell'acqua calda! Il primo problema italiano è la corruzione e la criminalità organizzata che ne fa largo uso. E se uno "dimentica" quale è il primo problema per (dis)fare una nuova costituzione che tipo è? Un grande statista? O un Verdiniano?
  4. ms Rispondi
    Bene, buone indicazioni (in generale, ma è meglio di nulla).. Noto anche che tutti o quasi i ricercatori lavorano all'estero. Sempre più mi chiedo come mai la stessa voce.info e alcune amministrazioni italiane abbiano censurato gli esiti di un lavoro, poi pubblicato in una rivista giuridica, che mostra alcuni meccanismi di incremento della spesa negli appalti pubblici in Italia, con attenzione a tutti i livelli amministrativi, ma sopratutto nelle gare "sotto soglia comunitaria". E' un "vecchio" lavoro del 2010, redatto da chi lavorava nel e per lo Stato, e pubblicato nel 2013 (dopo esserne finalmente uscito). Esistono almeno due problemi. Il primo è comprendere quali settori convengono alle tre principali mafie (e fenomeni affini) e perché; il secondo è comprendere "come", attraverso quali pratiche, la spesa aumenta e il "lavoro" aumenta nei settori sotto protezione mafiosa. Sono ancora stupefatto di questa straordinaria abilità degli accademici italiani (nonché di intere amministrazioni periferiche e centrali dello Stato, in ottime relazioni "accademiche") di non studiare nè gli appalti nè il funzionamento dell'immobiliare. Il problema non è solo la mafia, ma la convergenza di larghi strati della popolazione verso la mentalità e la cultura mafiosa. Questa convergenza ha creato una spessa coltre di omertà pubblica e privata dalla quale è ora difficile uscire. Non ci sono condizioni minime per lavorare in Italia, salvo che accettando questa legge dell'omertà.
    • Umbe Rispondi
      Bravissimo. La cosa interessante è che tutta Italia è d'accordo con te e NESSUNO fa nulla!
    • Massimo de Franchi Rispondi
      Il commentario di ms, resta inconcluso se non da le indicazioni per leggere il lavoro citato. Il non detto, il farmi dire ciò che dovrei, il nascondersi dietro un acronimo, è seguire la legge dell'omertà tanto citata. Chi ha esperienza, e non la racconta, segue "la convergenza di larghi strati della popolazione verso la mentalità e la cultura mafiosa.". Se vogliamo uscirne, dobbiamo parlare ad alta voce, citare e commentare. Qui non c'è una cultura dell'osservazione. Non c'è organo di controllo, se non ex-post, quando il topo è gia scappato. Un argomento è la mancanzadi etica, non c'è patto sociale ne onestà interna. Non ci sono regole scritte, ma anche i mafiosi hanno regole, patti e li rispettano, perchè i non mafiosi non le rispettano?