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  1. bellavita Rispondi
    bbe interessare molti risparmiatori e investitori istituzionali
  2. Guido Gennaccari Rispondi
    1) Creare, sotto la guida della Bce e dell’Eurogruppo, un Fondo Europeo del Debito (FED) dove, ogni volta che un paese emette debito, destina il 50% al fondo in questione. 2) Ogni volta che una banca vuole sottoscrivere/comprare debito del proprio paese per 100 (es.: Unicredit compra btp) sarà obbligata a sottoscrivere/comprare una somma equivalente alla metà, quindi 50, del FED, quindi comprando titoli di stato degli altri paesi europei spalmando pro-quota la somma di 50 su tutti i titoli di stato compresi nel fondo, con quota di partecipazione uguale. 3) Se un paese ha difficoltà a raccogliere capitali ed emette quindi basse quantità di debito, vedi ad esempio la Grecia, con questo meccanismo ha quasi la certezza che il 50% dell’emissione vada a buon fine e sia presente il proprio debito nei portafogli di tutte le altre banche europee con effetto di abbassare i tassi di emissione visto che il meccanismo garantisce il collocamento del 50% dello stock. Paesi ad alto standing creditizio come la Germania, con alte masse di debito richiesto, potrebbe invece tornare a tassi non negativi del Bund. Il meccanismo potrebbe spalmare omogeneamente il rischio paese tra tutti i membri dell’Unione e quindi abbassare i rischi di default (tassi di interesse finalmente convergenti in tutta la zona) portando i tassi verso la normalità con qualche piccola speranza anche di vedere un focolaio di inflazione positiva che piano, piano si avvicini all’obiettivo del 2%.
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      Non capisco la logica, a meno che lei non intenda fissare ex ante anche il prezzo al quale le banche (solo banche oppure qualsiasi investitore?) dovranno obbligatoriamente acquistare la metà dei titoli. Il problema non è il collocamento visto che i rapporti di copertura sono ben superiori a 1, ma i rendimenti che sono influenzati dal prezzo offerto dagli investitori. E comunque sempre ammesso di riuscire a cambiare le regole che ad oggi impediscono di finanziare direttamente la spesa a deficit.