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  1. Piero Rispondi
    Forse l'autore ha sbagliato rapporto dell'Inps, vedi l'articolo della Saraceno su questa rivista
    • Simone Rispondi
      Caro Piero, l'articolo della Saraceno fa un bilancio più ampio riferito agli ultimi anni di crisi mentre l'articolo di sopra si riferisce all'andamento nel 2015. L'aumento degli occupati e dell'incidenza del tempo indeterminato nel 2015 è un dato di fatto, le interpretazioni si possono poi discutere.
      • Piero Rispondi
        Stando a quanto riporta l'Inps con l'ultimo report ufficiale, le assunzioni nei primi tre mesi dell'anno 2016 sono in netto calo. Tra gennaio e marzo sono state assunte 1,18 milioni di persone a tempo indeterminato. Anche se sembrano grandi numeri, sono il 12,9% in meno rispetto allo stesso periodo del 2015. A livello annuale invece il calo è ancora più sorprendente: -33,4% di assunti in meno, segno che la riforma del lavoro stenta a decollare. Calano, seppur in misura inferiore, anche gli assunti a tempo determinato, solo l'1,7% in meno in un anno, mentre i contratti di apprendistato restano praticamente allo stesso livello, facendo registrare un incremento dello 0,1%. Per quanto riguarda invece il cavallo di battaglia di Renzi, ovvero la trasformazione dei contratti da tempo determinato in indeterminato grazie al Jobs Act, arriva un'altra battuta d'arresto: -31,4% nei primi 3 mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015.
        • Simone Rispondi
          La mia personale interpretazione del calo osservato ad inizio 2016 è che parte delle assunzioni che sarebbero state effettuate ad inizio 2016 siano state anticipate a fine 2015 (Ovviamente è libero di dissentire), per questo a mio avviso bisogna attendere i dati sui prossimi trimestri per vedere se la tendenza positiva del 2015 sopravviverà al calo degli incentivi. Inoltre bisognerà vedere i numeri assoluti, non le variazioni tendenziali perché queste che lei sottolinea sono calcolate rispetto alle assunzioni nello stesso periodo dell'anno precedente (2015), quindi un calo tendenziale nel 2016 non significa necessariamente un'inversione di tendenza perché appunto il 2015 è stato molto positivo. Guarderei alle variazioni rispetto al 2014 forse. Per quanto riguarda la questione dei tipi di contratto: non bisogna secondo me guardare alla variazione assoluta ma alla composizione delle nuove assunzioni. L'incidenza del tempo determinato è aumentata molto anche se il numero di contratti a tempo determinato non è calato. Io personalmente non spero in un calo del tempo determinato ma in un aumento del tempo indeterminato, cosa che nel 2015 è successa. Simone
  2. marco Rispondi
    Una domanda per l'autore. quanto è dovuto alla pur debole ripresa e quanto al JA? messa in altri termini come facciamo ad esser sicuri che senza JA non avremmo avuto los tesso un aumento dell'occupazione grazie alla ripresa? grazie in anticipo per la risposta
    • Simone Rispondi
      Caro Marco, chiaramente non avendo la controprova è difficile averne la certezza. L'impennata delle assunzioni a fine 2012 in contemporanea alla scadenza delle decontribuzioni mi pare provare che chi assume ha tenuto conto della decontribuzione. Anche il cambio netto di composizione dei nuovi contratti in termini di tempo determinato/indeterminato va nella stessa direzione. Chiaramente è impossibile sapere quale sarebbe stato l'andamento senza il JA ma il fatto che abbia avuto un ruolo mi pare evidente dagli andamenti. Simone