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  1. Nastasi Gioacchino Giorgio Rispondi
    Non mi convince l'uscita dolce ,potrebbe convincermi la non uscita ..Come ampiamente rappresentato da vari autori il Regno Unito ha oggi il miglior accordo possibile ed una serie di eccezioni che aggiunte a quelle ottenute da Cameron ne gfa fanno un membro atipico.E' impensabile e presumibilmente suicida (per l'UE)che l'accordo con un Paese uscito sia migliorativo rispetto a quello che aveva come membro..Poi una volta invocato l'articolo 50 l'uscita credo diventi irreversibile ed un rientro non potrà più avvenire alle precedenti condizioni sopratutto se dovrà essere ratificato da tutti i Paesi Membri.E' una certa "arroganza" Britannica che sta facendo perdere a loro quell'aura di charme che sentivano molti europei verso Londra e il Regno Unito,me compreso che fra l'altro ho una moglie Britannica e tre figli con doppio passaporto ai quali non è stato permesso di votare...Good Bye UK .Stanno rilanciando senza avere le carte giuste..
  2. Henri Schmit Rispondi
    Molto interessante, ma non mi convince. La categoria binaria liberale-autoritaria potrebbe non cogliere quello che sta succedendo davvero. La gente che vota contro l'Europa non è tutta senofoba e illiberale, ma spesso semplicemente non più convinta dai messaggi (parole e fatti) che vengono dall'"Europa", cioè dai vertici di Bruxelles (Juncker comincia a mostrare i suoi evidenti limiti, la precedente commissaria all'immigrazione aveva limiti ancora più bassi, il presidente dell'eurogruppo non brilla) e dai governi nazionali che contano (la migliore è Merkel ma basta poco in assenza di paragoni validi, Cameron se ne va, rimangono solo l'ormai fallito Hollande e il comunque - nonostante la tifoseria patriotica - inaffidabile e non convincente Renzi). Che cosa devono sperare e votare i cittadini liberali, istruiti e benestanti? Voteranno sempre di più contro, contro l'UE e contro l'offerta politica inadeguata (sull' immigrazione, una questione tuttora aperta, non risolta, ma anche sulla crisi economica, sulla politica sociale con povertà che aumenta, e aggiungerei sulle sfide internazionali non affrontate in modo convincenti). Se questo ragionamento è in qualche misura pertinente, allora servono altre categorie di analisi di quelle utilizzate dall'autore.
  3. giovane arrabbiato Rispondi
    ''Non vengono pubblicati i commenti che contengono espressioni razziste'' ''La Brexit è tutta colpa dei razzisti bianchi''. Ok.
  4. Enzo Michelangeli Rispondi
    In che modo questi dati provano che "non e' un conflitto di classe"? Manca la parte sui dati demografici sul ceto di appartenenza. Che sono invece forniti p.es. dal survey effettuato da Lord Ashcroft, e provano una stretta correlazione tra voto per il "Leave" e lavoro dequalificato e basso reddito: http://lordashcroftpolls.com/wp-content/uploads/2016/06/LR-by-demographics-768x720.jpg . In particolare, Remain ha ottenuto una maggioranza significativa (57% contro 43%) solo negli strati sociali AB ( "Higher & intermediate managerial, administrative, professional occupations", che nel censimento del 2011 comprendeva poco piu' del 22% della popolazione) con un sostanziale pareggio nello strato C ("Supervisory, clerical & junior managerial, administrative, professional occupations"), e nette maggiornaze pro-Leave (64% contro 36%) negli strati inferiori DE ("Semi-skilled & unskilled manual occupations, Unemployed and lowest grade occupations"). Il fatto che i leavers siano anche socialmente reazionari dice solo che scarsa istruzione e basso reddito sono ben correlati con intolleranza e xenofobia.
    • Renzo Carriero Rispondi
      D'accordo con Michelangeli. Questo articolo non prova nulla circa il ruolo delle variabili generazionali e del ceto sociale. Poi non si capisce perché i dati del primo grafico comprendano solo i cittadini bianchi. I neri britannici si sono forse astenuti?
    • Giorgio Rispondi
      No! Il primo grafico mostra chiaramente che - a parità di "autoritarismo" - le differenze di reddito contano molto poco o si annullano del tutto!