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  1. enzo Rispondi
    ormai si sta sfiorando il ridicolo. già l'ideona di cameron del referendum sulla UE era al limte. voglio dire che comprendo una scelta plebiscitaria per l'adesione ad un nuovo stato o federazione ma se tutti i trattati internazionali dovessero essere sottoposti a referendum.. Poi è uscita l'ideona di ripetere il referendum. e se vincono i remain che si fa la bella? Ora s mettono pure gli scozzesi: ma si può votare ogni anno per l'indipendenza ? e se un domani , ottenuta l'indipendenza, qualcuno torna a riproporre ciclicamente un referendum per tornare in GB? stiamo portando la democrazia al televoto ma qui non è X factor ed i rappresentanti del "popolo" devono assumersi responsabilità e non inseguire un consenso alla giornata
    • Gianni Trezzi Rispondi
      Assolutamente d'accordo. Tra l'altro gli inglesi "remenano" da sempre il torrone sostenendo di essere gli inventori della DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA. Se così è, facciano il piacere di essere coerenti e la smettano con i referendum consultivi... Per una volta siamo più saggi noi italiani, dato che la nostra Costituzione vieta le consultazioni referendarie in ambito istituzionale, fiscale e per i trattati internazionali (e meno male!).
  2. Giorgio Rispondi
    La Groenlandia usci' dall'Unione Europea pur continuando a far parte della Danimarca e le isole Far Oer, a sovranita' danese, non fan parte dell'Unione Europea. Non sono precedenti di stati solo parzialemente nell'Unione?
  3. Gianni Trezzi Rispondi
    Dato che il referendum era consultivo e che l'uscita deve essere ratificata dal parlamento britannico, considerando l'importanza della decisone da prendere ed il risicato margine a favore della "Brexit" mi chiedo se non abbia senso per la Gran Bretagna convocare elezioni anticipate dove i due schieramenti pro/contro la permanenza nell'Unione europea possano confrontarsi nel merito e tramite una campagna elettorale politica, al fine di verificare democraticamente e definitivamente qual è la volontà dell'elettorato. Questa soluzione consentirebbe una maggiore chiarezza ed avrebbe il vantaggio di non obbligare il/la singolo/a deputato/a a porsi il dilemma: "Voto come vorrebbero gli elettori del mio collegio o come si è espressa la maggioranza?". Il punto è: gli inglesi ci penseranno? Potrebbe essere una soluzione possibile?
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      Credo che stiano davvero prendendo in considerazione questa ipotesi, visto che Cameron ha deciso di non presentare la formale richiesta di separazione e al tempo stesso di accettare elezioni anticipate.
      • Gianni Trezzi Rispondi
        Speriamo davvero che gli inglesi abbiano un moto di resipiscenza, per il bene loro, nostro e soprattutto delle future generazioni europee. pensare di potere fare da soli in un mondo sempre più interconnesso e globalizzato è pura follia! Confidiamo che non si debba modificare il famoso proverbio "Errare è umano..." con la nuova conclusione "...ma perseverare è inglese" :-)
  4. Davide Rispondi
    E' possibile che merkel - holland, la coppia da sempre schierata x la più comoda convenienza dei propri rispettivi Stati si esprima pro-Scozia infastidendo gli inglesi? Io credo di no viste le tante altre occasioni di genuflessione a Downing Street. sbaglio? L'unica via mi pare quella del nuovo referendum scozzese